venerdì 6 maggio 2011

Solo polvere...



Cari lettori di Tra Verità e Menzogna, i dati economici di questa settimana ci dicono che negli Usa l’economia cresce meno del 2%, troppo poco per riassorbire i tanti disoccupati. Dall'altra parte l’Europa continua a interrogarsi sull’eurodebito e di come sarà il proprio futuro. C'è poi il problema delle banche, di particolare rilievo, che continuano a fare una politica sempre più volta ad ottenere profitti scommettendo sui credit default swap.
E' di ieri il declassamento di Intesa S. Paolo da parte di Moody's, col rating passato da Aa3 ad Aa2. Le banche sono comunque messe tutte più o meno nella stessa situazione, hanno una montagna di crediti in sofferenza, i dati che emergono si aggirano intorno ai 25 miliardi di €. per le sole banche italiane, se a questi andiamo ad aggiungere le posizioni all'incaglio e quelle ancora da emergere ufficilamente ma da tempo in difficoltà, i numeri potrebbero diventare catastrofici.
Forse qualche centinaia di miliardi di euro. Non basterebbero a sanarle anni di manovre finanziarie.
Lo Stato poi non gode di miglior salute, il debito pubblico ha toccato livelli insostenibili, se a tutto questo ci andiamo ad aggiungere che il nostro PIL non riesce neanche a prendere una boccata di ossigeno, sempre sotto soglia minima di guardia, allora la situazione potrebbe apparire esplosiva.

Ciò premesso, a tutto queste, le persone non danno alcun peso, i più non sanno neanche di che cosa si stia parlando, purtroppo, non c'è la pur minima cultura finanziaria ed economica tra la gente, una cultura che dovrebbe trovare la sua fonte già dai primi anni di scuola. Al massimo si riporta qualche titolo in grassetto letto sul giornale, ma poi ognuno torna a casa propria, investito dalle proprie faccende famigliari non ha tempo e ancor meno voglia di porsi questi problemi, che sembrano appartenere solo alla politica.

Purtroppo non è così appartengono a tutti, indistintamente.

A questo punto mi piacerebbe fare un passo avanti, rispetto ai precedenti post e a questo di oggi chiedendo a PINOCCHIO come pensa possano essere i nostri anni a venire riguardo queste problematiche: lavoro, economia, ecc... .

PINOCCHIO/

Caro Giò, eccomi nuovamente in scena.

Oggi per dare una risposta ai tanti tuoi dubbi, voglio prendere come spunto lo studio di Buiter che ha elaborato con criteri rigorosi, lo studio di 58 Paesi che oggi realizzano l’85% del GDP mondiale.
Gli elementi presi in esame sono riferiti a : la crescita – investimenti fissi lordi, risparmio lordo, capitale umano e demografia, qualità delle istituzioni, apertura al commercio, reddito procapite di partenza –.

Buiter tra questi individua 9 Paesi grandi generatori di crescita: Bangladesh, Cina, Egitto, Filippine, India, Indonesia, Iraq, Mongolia, Nigeria, Sri Lanka e Vietnam.

Tutti questi paesi avranno di qui al 2040 tassi di crescita media di Pil procapite superiori al 5% annuo. Saranno questi paesi che a loro volta porteranno la crescita mondiale annuale al 4,6% di qui al 2030, e di un 3,8% nel ventennio successivo.

Tutti questi Paesi sono in Asia, a questi si deve aggiungere Russia e Brasile ma con un contributo minore dovuto al fatto che hanno già alzato di parecchio in questi anni il reddito procapite. Tra questi nove Paesi, 4 sono ricchi di materie prime e oggi molto poveri – Nigeria. Indonesia, Mongolia e Iraq – per questo hanno spettacolari possibilità di migliorare.
Ma in realtà tutti e 9 sono poveri, oggi, visto che è la Cina ad avere il reddito procapite più elevato. Tutti hanno una crescita demografica futura favorevole, a differenza della Cina la cui popolazione come nei Paesi occidentali col tempo tenderà sempre più a portarsi verso un paese di persone anziane, si prevde questo accada tra una quindicina d'anni, comunque ancora molto in là, anche se in economia il tempo deve essere letto come se fosse già domani.

Tutto questo per dire che Paesi oggi poveri e giovani, aperti al commercio e agli investimenti mondiali, con una ragionevole stabilità e almeno un approssimativo libero mercato, a forte boom di risparmio e d’investimenti, con un capitale umano in forte miglioramento e buona capacità di generare infrastrutture, potranno col tempo garantire al mondo una crescita più lunga ed incredibilmente maggiore di quella dei Paesi avanzati tra il 1953 e il 1975, "sarà il loro boom industriale "!

Per i nostri giovani e meno giovani il suggerimento che posso dare è di non perdere questa grande opportunità di iniziare a lavorare con questi Paesi, cercando quanto prima di apprendere culture e modi di vità diversi dai nostri. Se saremo capaci di farlo potremo continuare anche noi nel nostro cammmino di crescita, diversamente saremo spazzati via in pochi decenni.

Continueremo a vivere solo di ricordi, respirando solo polevere che gli altri lasceranno dietro.

Come sempre Tra Verità e Menzogna...restate " Ad occhi aperti!"

Il vostro
Pinocchio&Giò

martedì 19 aprile 2011

Carta straccia...




Cari lettori di Tra Verità e Menzogna,

tra una lettura e l'altra fatta all'interno degli ambienti economici, è facile intravvedere che la prossima tappa della crisi sarà davvero il "gravissimo collasso del sistema economico, finanziario e monetario mondiale", e che questo storico fallimento avverrà nell’Autunno del 2011, come avevo già fatto cenno nei post precedenti.
La situazione, da quella monetaria, finanziaria, economica a quella geopolitica si prevede sia di proporzioni gigantesche, molto più seria di quanto successo nel 2008.
I punti cardine di questo collasso possono essere individuati nella crisi del Giappone dopo gli avvenimenti del terremoto e delle centrali nucleari, in quella finanziaria Americana e nella crisi del debito in Europa, in particolare il Regno Unito si troverà a dover fare i conti con la propria politica più di ogni altro paese europeo.
In ballo c'è anche il problema della Libia ove sono in gioco interessi finanziari ed economici di rilievo in cui stanno giocando la propria partita principalmente la Francia , l'America e lo stesso Regno Unito.
In ballo negli Stati Uniti sembrano esserci circa 20.000 miliardi di valori di attività basate sul nulla che si prevede andranno in fumo già a partire dall’inizio dell’Autunno 2011.

Gli Stati Uniti si troveranno ad affrontare una crisi di bilancio, che porterà il paese ad un'austerità senza precedenti.
A questa si andrà ad aggiungere la crisi dei T-Bonds e la crisi del Dollaro USA,
che porterà la valuta ad una forte svalutazione nel giro di poco tempo.

La situazione che colgo è per l'appunto questa, ma mi piacerebbe sapere anche la tua opinione , caro Pinocchio.

PINOCCHIO/

I numeri che hai riportato, se trovassero riscontro, sarebbero tali da far rabbrividire, del resto il nuovo Governatore della California, Jerry Brown, crede che gli Stati Uniti stiano affrontando una crisi di regime identica a quella che portò alla guerra civile.

E lo stesso Richard Fischer presidente della Fed di Dallas, sostiene che l’insolvenza federale sia ormai dietro l'angolo, quindi la situazione sembrerebbe essere proprio quella prospettata.

Se poi apriamo il sole 24 ore di oggi , tra le righe apprendiamo che il debito federale stimato degli USA è molto vicino ad essere sfondato.
Solo qualche dato, nel 2000 il Debito federale era nell'ordine di 5.630 miliardi di $, oggi nel 2011 è di ca. 14.220 miliardi, e seppur la Cina al momento non può fare altro che tenere monitorata la situazione, senza scappare considerato che la stessa è uno degli Stati più esposti verso tale sistema, a poco a poco cercherà di calare la propria esposizione.

In un modo o nell'altro, il più possibile fatto in sordina, tutti stanno pensando a come scaricare i propri fardelli sulle spalle dell'altro, così negli Stati Uniti così in Europa. Scaricare è sicuramente il termine più appropriato a significare che faranno di tutto, banche in primis e Stati a seguire a far pagare questo immenso debito alla popolazione, con un aumento dei tassi bancari, oneri di qualsiasi tipo, vendita di polizze assicurative con lauti margini di guadagno e poco rischio, immissione di nuovi derivati, tasse e quant'altro. Tutto questo porterà ad un abassamento della spesa sociale ovvero ad avere minori servizi, e quei pochi ancor più scadenti in qualità.

In fondo sembra non esserci una vera soluzione se non quella di un impatto forte con la realtà che dovremo subire "tutti".
Come sempre nessuno dei responsabili di tutto questo disastro economico e finanziario pagherà in proprio, coloro che ne hanno aprofittato continueranno a godere di questo risultato.

Forse l'unica soluzione sarebbe quella di prendere una gomma e cancellare questa parte triste della nostra storia per poi riscriverla prendendo fuori carta e penna che abbiamo riposto da tempo nel cassetto della nostra scrivania, abituati come siamo a non saper più leggere e scrivere convinti sempre più che la realtà sia quella che ci viene raccontata attraverso le televisoni ed i giornali, che altro non sono che l'espressione di questo sistema che sta andando a rotoli.

Speriamo nei giovani, non sò come potranno riuscirci , continuo a dirlo e a ridirlo troviamo il coraggio di farci giudare/affiancare da loro, peggio non possono di certo fare.

Come sempre Tra Verità e Menzogna...restate " Ad occhi aperti".

A presto, il vostro amico

Pinocchio&Giò


domenica 17 aprile 2011

Campagna elettorale...il popolo sta a guardare!


Cari lettori di Tra Verità e Menzogna,
in queste ultime settimane si sono susseguiti una serie di avvenimenti,
più o meno sottolineati dai mezzi d'informazione.
Ormai siamo anche nel bel mezzo della campagna elettorale per le elezioni amministrative, quindi poco è lasciato al caso.
L'informazione, oggi, ancor più sollecita, attraverso messaggi "spot" lo schierarsi verso l'una o l'altra parte, a seconda degli interessi.
Obiettivo principale sembra sempre essere solo quello di riuscire ad occupare quella poltrona tanto ambita, per le più svariate ragioni.
I candidati, cominciano a girare tra la gente, nelle piazze e nei quartieri, sorrisi a trentadue denti, saluti che si sbracciano e tante strette di mano e promesse.
Quando va bene la campagna elettorale viene improntata su progranmmi /progetti di lavoro, pochi, che riguardano sempre la stessa minestra riscaldata.
Del resto si dice sia sempre stato così.
Vediamo, tuttavia, di fare il punto sulla situazione in generale, poco interessa il colore dei partiti, senza grandi aspettative cerchiamo di capire perchè questo sistema sia così malato.
Gli elementi, in primis, che caratterizzano la malattia della nostra politica li possiamo definire con tre parole : cooptazione , nepotismo e raccomandazione.
Il potere ama prima di tutto i sudditi, ovvero coloro che si prostano ciecamente davanti a qualsiasi cosa, senza sollevare dubbi.
Così facendo le nostre migliori menti vengono quasi sempre escluse dalla politica, abituate come sono a confrontarsi e col mettere sul tavolo le proprie idee ed esperienze difficilmente possono accettare quelle basate solo sulla chiacchera, così vanno avanti coloro che meno lo meritano. Il termine meritocrazia di cui tutti ne parlano e si fanno portatori , nella realtà dei fatti i più non ne vogliono assolutamente sapere, non potendo reggere il confronto sulle competenze, conoscenze e soprattutto sul fare.

Pinocchio, a riguardo cosa ne pensi ?

PINOCCHIO/

Caro Giò, con l'argomento di oggi sei entrato in un terreno fatto di sabbie mobili.
Credi di camminare sulla terra ferma poi d'un tratto ti accorgi che sei immerso sino alla gola, e non sai come uscirne, soprattutto difficilmente ci sarà qualcuno disposto a tirarti una corda in aiuto.

Ci sono comunque io, da burattino quale sono, mi posso permettere tutto anche di uscire un po' dai luoghi comuni, del resto Tra Verità e Menzogna ha anche come scopo quello di far capire e tirare una corda ad un amico in difficoltà.
Vengo al dunque.
I partiti politici, sono un punto cardine per la democrazia. Ove non ci sono partiti non c'è democrazia, quindi ben vengano questi. Il guaio è quando questi si trasformano unicamente in centri di potere, quando da espressione popolare si trasformano in corpi oligarchici, con attività volta agli interessi propri.
In questo caso la democrazia viene cancellata e il popolo viene tratto in inganno.
Facile è comprendere perchè ci sono pochissimi giovani a sedere sui banchi della politica, perchè sono irrequieti, non accettano imposizioni se non motivate, vogliono partecipare alla vita del paese e quindi per la politica oggi più che mai sono persone "scomode". I partiti oggi hanno bisogno di yes man, e tra i giovani questa condizione è difficile imporre. I partiti mi preme sottolineare, non la politica.
I Partiti, e la loro espressione attraverso gli uomini politici, dovrebbero soggiacere alle regole, più di ogni singolo cittadino, ma non è così.
La parola etica è diventata come termine obsoleto, così come la parola lealtà, giustizia, merito, rispetto, tolleranza, non sono altro che parole con le quali riempirsi la bocca per ingrassare la pancia.

Io sono dell'idea che sia necessario cambiare non solo le regole del gioco, quando i giocatori non intendono più rispettarle, ma anche i giocatori, dando più spazio ai giovani e di conseguenza alla loro politica.

Per ottenere questo dovremmo portare l'insegnamento della politica all'interno delle nostre scuole sino dai primi anni d'istruzione, insegnare lo spirito di giustizia, equità e libertà, che vige all'interno della nostra Costituzione della Repubblica, parlare loro dei Diritti universali dell'umanità, invitando le persone comuni, più anziane a raccontare le proprie storie, recuperando così quei valori che col tempo abbiamo riposto nel cassetto, di cui altri si sono appropriati della chiave.

Ogni tanto, fermatevi a pensare, il vostro voto è importante non ve lo fate calpestare!

Come sempre, Tra Verità e Menzogna ...restate " Ad occhi aperti"!

A preso, il vostro amico

Pinocchio&Giò

venerdì 18 marzo 2011

Topi in gabbia...



Cari lettori di Tra Verità e Menzogna,
inizio questo post con un estratto della lettera inviata da Adriano Celentano al Direttore del Corriere.it.
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" Caro Direttore,

settantamila case distrutte, un milione di sfollati e cinquemila dispersi in quel florido Giappone che nel giro di 6 minuti è improvvisamente precipitato nel buio più scuro. Ma soprattutto migliaia di radiazioni sulla testa dei giapponesi. Ora io non vorrei neanche parlare del clamoroso fuori-tempo (non solo musicale) esternato da Chicco Testa, ospite della bravissima Lilli Gruber dalla voce affascinante. Non vorrei ma come si fa, poi la gente pensa davvero che lui parli per il bene dei cittadini. «Gli impianti nucleari hanno dimostrato di tenere botta». Ha detto il nostro Chicco ormai appassito per mancanza di clorofilla e quindi non più in grado di catturare quell'ENERGIA SOLARE di cui un tempo si nutriva.
Chi trae spunto dalla tragedia del Giappone per dare vita a una polemica politica è uno sciacallo». Ha sentenziato. Dopo neanche un'ora esplode la centrale nucleare di Fukushima. Un tempismo davvero sorprendente quello del Chicco. Ma la cosa più incredibile che più di tutti impressiona, è lo stato di ipnosi in cui versano gli italiani di fronte ai fatti sconcertanti di una politica che non è più neanche politica. Ma piuttosto un qualcosa di maleodorante e che di proposito vorrebbe trastullarci in uno stato confusionale. Dove sempre di meno si potrà distinguere il bene dal male, le cose giuste da quelle ingiuste. Sparisce quindi quel campanello d'allarme che ci mette in guardia quando c'è qualcosa che non quadra nei comportamenti di un individuo."

(La trappola radioattiva Mercoledì 16 Marzo 2011)

Cos'altro aggiungere? Ce ne sarebbero tante di cose da aggiungere che non basterebbe scrivere un libro. Ciò premesso, voglio entrare subito nel tema di oggi portandovi un piccolo esempio che potrebbe sembrare non calzare con l'argomento, che invece ritengo, nel suo piccolo, abbia importanza.

Il 17 marzo u.s. abbiamo festeggiato la ricorrenza del 150° anno dell'unità d'Italia, per una pura casualità quel giorno ho avuto l'occasione di parlare con alcuni ragazzi di una 1a media inferiore, tutti appartenenti alla stessa scuola, ma in classi diverse.

Ho chiesto loro se sapevano perchè erano a casa da scuola. Tutti sapevano della ricorrenza, ma nessuno sapeva di cosa in realtà si trattava, alcuni ricordavano il nome di Garibaldi, ma poco, niente di più. Ciò che apprendevo, con rammarico, è che nessun insegnante, neanche quello di storia o di italiano, si fosse preoccupato di cogliere tale occasione per parlare di questo periodo e per quanto possibile di collegarlo ai nostri giorni. Era forse chiedere troppo uscire dal programma di testo?

Così vanno le cose non solo a scuola, ma in famiglia e sul lavoro.
Può succedere di tutto, la cultura, la conoscenza di ciò che ogni giorni ci accade attorno, chissenefrega!

La gente continua a gongolarsi nella propria ignoranza, incuranti del fatto che tutto questo è appositamente voluto affinchè nessuno abbia mai da ridire.
Così, meno si sa e meglio si sta!

Continuano a raccontarci quello che vogliono, a modo loro, così lo è per le centrali nucleari, per le guerre, per gli immigrati, per l'economia ...,quasi tutto quello che ci viene raccontato,o fatto vedere, è falsato, o quantomeno sono menzognere le motivazioni date.

Bisogna prendere tutto cio che ci viene raccontato con le dovute cautele,scartare le informazioni con cura,e accertarsi che dentro non vi sia qualcosa d'altro al posto della caramella.

Oggi si è aggiunto anche il problema del conflitto con la Libia e vista la situazione in Giappone si potrebbe prospettare altresì un crollo dei Trasury Bonds del mercato statunitense nel secondo semestre 2011. Tante coincidenze, nulla, verrebbe da dire, succede per caso. Tuttavia, ciò che mi preme fare presente è che l'evento accaduto in Giappone accellererà ed intensificherà la crisi sistemica globale, ed in particolare il processo di dissezione geopolitica mondiale.

Non dimentichiamoci che il Giappone è la terza/quarta economia del mondo, e Tokyo è uno dei centri finanziari più mportanti, sono, altresì, produttori di importanti particolari legati all'elettronica.

Nella denegata ipotesi poi a tutto questo dovesse aggiungersi lo scaturire di una incontaminazione incontrollata della radioattività, ci verremmo a trovare in una situazione di disastro umanitario senza precedenti.

Spero tra le tante disgrazie già in corso, che almeno quest'ultima ci venga risparmiata.

Caro Pinocchio, se vuoi, ora puoi dire la tua.

PINOCCHIO/

Caro Giò, cari lettori,

vorrei aprire con un pensiero di Arthur Schopenhauer.
" Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri".

In questa frase si può racchiudere gran parte delle risposte a ciò che sta accadendo nel mondo, in particolare in questi ultimi anni.
Cambiano i consumi degli uomini, i desideri, sempre nuove invenzioni volte a rendere la vita più comoda, davanti ad un ambiente che di per sé non sembra più bastare.
Cambia tutto ciò che ci circonda, ma forse non ci rendiamo conto che è proprio l'uomo, nella sua natura, che non cambia, si adatta per quanto possibile, ma non cambia. La rincorsa ad un benessere incondizionato, non eguale per tutti, ci porterà prima o poi a fare i conti con la storia.

Quel giorno non potremo di certo più barare, dovendo giocare a carte scoperte ci renderemo conto, solo allora, che i giochi sono già tutti fatti è che ormai è troppo tardi per tornare indietro.

Sta succedendo con le centrali nucleari, così come con la finanza creativa.
Crediamo di risolvere i nostri problemi nell'economia stampando carta, così come
pensiamo di consumare di più attraverso la possibilità che ci viene data dall'energia del nucleare.
Tutti rimandiamo al dopo, non si sa a quando, le decisioni che dovevamo già aver preso da tempo, così per quanto riguarda la politica,l'economia, la finanza, il nostro modo di vivere.

Si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti, e noi di pazzia ne abbiamo da vendere, abbiamo i magazzini pieni. La finanza ha preso il sopravvento sull'economia, come il nucleare l'ha preso sull'ambiente. Tutto è solo e unicamente un interesse di pochi, a discapito dei tanti.

All'immane disastro che ha colpito il Giappone, oggi un altro conflitto, in Libia, si aggiunge alle tante guerre sparse nel mondo. Non siamo capaci di raggiungere la pace se non attraverso la guerra, e questo accade perchè in realtà nessuno prima si è mai preoccupato ed interessato che questa pace fosse presente. Ha ragione Vittorino Andreoli quando afferma che " E' ora di fare silenzio. Adesso parlano i cannoni e le bombe intelligenti, capaci di uccidere senza tanti sforzi e senza sprechi: non sbagliano mai per risparmiare. I mostri della guerra sorridono."

Si chiudono le centrali nucleari dopo il disastro, e si apre il dolore per quello che ha provocato.

Basterebbe fare un giro su internet per vedere quanti sono i Paesi sotto dittatura feroce nel mondo, così quante sono le centrali nucleari installate, di cui noi conosciamo ben poco lo stato di manutenzione e di rischio.

Dove ci sono guerre civili senza petrolio sotto i piedi poco conta, così come poco conta dove si installano le centrali nucleari e dove si andranno a smaltire le scorie, forse proprio lì, dove c'è una terra, un paese e persone che possono essere diimenticate, perchè in realtà per tanti non sono mai esistite.

Ognuno annaffia il suo orticello, e non importa andare tanto in là, basta guardare in casa nostra, a coloro che dovrebbero essere d'esempio, per capire il genio e la follia di cui parlava Schopenhauer, una follia che sembra non avere fine.

Un solo consiglio, Tra Verità e Menzogna ...restate " Ad occhi aperti"

A presto, il vostro amico

Pinocchio&Gio

domenica 13 febbraio 2011

Stupidità sovrana



Cari lettori di Tra Verità e Menzogna,
se è vero il detto che non ci sia limite a toccare il fondo, credo proprio che ultimamente questo limite sia stato toccato.
Questo non è più un paese di navigatori, di santi, di artisti e di studiosi, non lo è soprattutto più di persone in cerca della verità.
Ci accompagna ogni giorno un forte disagio,smarrimento e degrado.
Qualcosa in tutti questi anni ha stravolto la nostra vita, l'ha fatto in silenzio, distraendoci dai veri problemi, ingannandoci e deridendo di noi.
Il nostro è diventato un paese della cultura dell'intrattenimento, rappresentato da una televisione disinformativa ed ingannevole.
Tutti lì davanti col naso appiccicato a guardarla, sempre più ignoranti e creduloni.
Anche qui per fortuna ci sono dei distinguo, soprattutto tra i giovani, i quali perlopiù hanno ancora gli occhi ben aperti e difficilmente si fanno ingannare. I nostri ragazzi viaggiano a velocità della luce su internet e volano un metro più in alto di tutti noi adulti.
Questo non solo in Italia, ma in tutto il mondo.
Ultimamente ne abbiamo avuto conferma anche in situazioni particolarmente complesse quali quelle dettate da una dittatura, ne sono un esempio quanto è accaduto in Tunisia, in Egitto e quanto sta succedendo nel mondo Arabo, e non solo. Le rivolte partono dalla base, dai giovani, sempre e solo da loro, che hanno la forza di fare gruppo e non si piegano davanti ad ordini militari.
Per anni stanno in silenzio, sembrano tanti topolini nascosti, imprendibili, ma quando si muovono vengono trascinati da una forza che non ha eguali, la forza del coraggio e della speranza.
Oggi la TV in Italia è solo commerciale, tolti pochissimi programmi culturali, che si vorrebbero cancellare, per avere definitivamente un popolo di caproni ai propri piedi.
Siamo all'emergenza etica! Bisogna sostenere i nostri ragazzi in tutte le battaglie che loro stanno facendo e che faranno anche per noi, alla ricerca di quella verità davanti alla quale noi più vecchi ci siamo rassegnati, appagati di tutto cio che di materiale ci circondiamo di cui prima o poi ci ammaliamo.
La televisione ha reso il desiderio pari al diritto, le "veline" è professione su cui puntano non solo le ragazze ma le stesse famiglie, disposte a tutto. Così è diventata la politica, ormai declassata a qualcosa di riluttante.
Ma non è la politica il male del nostro Paese, bensì la gran parte dei politici che hanno fatto della politica il loro indiscriminato potere, dimenticando che la politica è qualcosa di utile perchè è resa al servizio del popolo non è il potere sul popolo. Questo noi dovremmo ricordarlo sempre, e ricordarlo ai nostri figli, di esempi in passato ne abbiamo avuti tanti , come esempio Einaudi, De Gasperi, imprenditori come Olivetti, davanti ai quali molti dei nostri politici cialtroni dovrebbero inchinarsi.
Bisogna avere il coraggio di ripartire da quelle cose che ancora ci legano per ricostruire un mondo migliore, più a misura d'uomo. Partiamo dalla famiglia, dalla scuola, a fare nuova cultura, dall'eleggere i nostri rappresentanti direttamente, forse possiamo ancora farcela, ma non possiamo attendere oltre, neanche un solo giorno, la stupidità sovrana oramai ha preso il sopravvento e rischia di restare sovrana per sempre.
Caro Pinocchio, tu che parli al cuore dei più piccoli come ai grandi, su questo vorrei anche un tuo parere.

PINOCCHIO/

Caro Giò, la verità è sempre figlia del tempo, ma la verità è qualcosa di particolarmente complesso, perchè tutto il sistema si basa esclusivamente sulla bugia e sull'inganno. Quelle poche volte che la si intravvede ecco da lì a poco cambiare le proprie sembianze vestendosi nuovamente da bugia, attraversata da una regia ancora più grande ed internazionale. C'è sempre qualcuno che con il potere comanda su altri, che dirige il circo trasformando gli uomini in somari che ragliano, come successe a me nel Paese dei Balocchi.
La democrazia deve avere le proprie fondamenta basate sulla verità, se no è una falsa democrazia, per non dire una semi-dittatura.
Non è necessario avere i carrarmati sulle piazze o la polizia in strada per trovarsi in uno stato di non libertà, soprattutto nel mondo occidentale sono finite queste rappresentazioni del potere, ora tutto si evolve con schemi all'apparenza più intangibili ed illusori, ma molto più virulenti, tali da cambiarti dentro, senza che tu nel frattempo te ne sia potuto accorgere.
L'uomo sta distruggendo le proprie fondamenta, in una parola sola la Famiglia.
La sta distruggendo con l'egoismo, l'arrivismo,la mancanza di altruismo, lasciando libero campo alla solitudine e all'esaltazione di modelli effimeri.
Oggi tutti i politici ci vengono a dire che questo nostro Paese si continua a salvare grazie ai sacrifici fatti dalle famiglie, grazie ai loro risparmi (soprattutto dei nonni) utili per controbilanciare un debito pubblico non più controllabile. Ora si chiede aiuto alla famiglia, quando della famiglia tutti sino ad oggi si sono dimenticati, e continuano in realtà a fregarsene, così pure per i malati, per i meno abbienti, per i giovani, per il lavoro come fonte primaria di dignità del'uomo. La Famiglia, quella con la "F" maiuscola, che va ben oltre il rapporto di parentela; quella che si base sui valori, sui quei principi sani dei quali un tempo andavamo tutti fieri, perchè attraverso questi si univano le persone, le famiglie, i popoli, anche quelli con opinioni diverse, davanti a questi valori non c'era differenza di bandiera.
Griban ci ricorda che un conto è credere, un conto è mettere in atto il proprio credo. La rivoluzione delle nostre coscienze deve ripartire dalle Famiglie, perchè senza la Famiglia non possono esistere uomini liberi in democrazia.

Quindi, caro Giò, è da questo, come giustamente tu hai colto nel segno, che deve partire il cambiamento, non c'è altro modo per salvare l'uomo da una fine immonda,
che lascio a tutti voi immaginare ... Stupidità sovrana e orecchie da somaro!

Come sempre Tra Verità e Menzogna, restare... ad "Occhi aperti".

Il vostro
Pinocchio&Giò

mercoledì 5 gennaio 2011

La sfera magica



Carissimi lettori di Tra Verità e Menzogna,
alcune settimane fa , esattamente il 1 dicembre ho avuto occasione di leggere sul blog di Beppe Grillo un suo articolo, dal titolo 2011. Il diario della crisi.

Appena letto mi era venuta voglia di riportarlo sul mio blog, anche motivato dal fatto che da lì a pochi giorni, esattamente il 14 dicembre, sembrava che il governo Berlusconi non potesse ottenere la fiducia in Parlamento, prospettandosi di conseguenza un nuovo rimpasto o elezioni anticipate.

Non l'ho fatto perchè mi sembrava troppo facile sposare la tesi di una previsione, a così breve distanza, della possibilità di caduta del Governo, cosa che per una ragione o per l'altra non è, tuttavia, avvenuta.

Oggi, la stessa situazione sembra prospettarsi di nuovo se, come afferma il Sen. Umberto Bossi, entro il 23 del corrente mese il Parlamento non approverà la nuova legge sul federalismo.

Memore del recente passato, a questo punto ho ripreso in mano l'articolo e mi sono convinto di riproporverlo,così possiamo tutti seguire il realizzarsi o meno di queste previsioni,in quale misura e con quale tempistica.

Io ho la mia opinione a riguardo, ma non volendovi influenzare,la tengo per me.

Ecco a seguire quanto riportato sul blog di Beppe Grillo:

- Gennaio: Cade il governo Berlusconi. Consultazioni tra il Quirinale i partiti e le parti sociali. fallisce il primo mandato esplorativo affidato a Berlusconi. Folla di fronte a Montecitorio. Lancio di uova a Palazzo Grazioli. Il debito pubblico supera i 1900 miliardi. La UE chiede all'Italia una manovra aggiuntiva rispetto alla Finanziaria di 30 miliardi.
- Febbraio: Secondo mandato assegnato a Draghi. Cresce la disoccupazione alimentata dalla fine della cassa integrazione per decine di migliaia di lavoratori. La Confindustria dichiara che la crescita nel 2011 potrebbe essere pari a zero. Valutazione confermata dal FMI e dalla UE. Scioperi spontanei nella pubblica amministrazione. Draghi nel suo primo discorso in Parlamento da presidente del Consiglio, dopo aver ottenuto una fiducia bipartisan, annuncia che i sacrifici sono inderogabili e che l'Italia è sull'orlo del baratro economico.
- Marzo: Calo delle entrate e nuovo balzo in avanti del debito pubblico a 1.940 miliardi di euro. Il rapporto debito/PIL supera la barriera del 120%. L'interesse riconosciuto dal Tesoro sui titoli di Stato italiani raggiunge quello spagnolo. Si ipotizza un prestito ponte all'Italia da parte della UE e del FMI di 200 miliardi con condizioni non negoziabili sul fronte della riduzione del debito, delle pensioni e del personale del pubblico impiego.
- Aprile: Disordini sociali in tutta Italia. Berlusconi non rientra da un viaggio ad Antigua. Draghi annuncia in diretta televisiva il blocco quinquennale dei titoli di Stato ai detentori italiani, ai quali verrà comunque corrisposto l'interesse. Viene allungato di due anni il periodo di congelamento degli aumenti nel settore pubblico. E' deliberata l'abolizione delle Province e l'assorbimento del personale nelle Regioni di appartenenza e reintrodotto l'ICI per la prima casa.
- Maggio: Flessione del 6% del gettito fiscale. La crescita zero del PIL per il 2011 potrebbe diventare negativa. Napolitano in diretta televisiva e a reti unificate esorta alla coesione sociale e alla solidarietà nazionale. Tensioni per la mancata vendita di parte dei titoli di Stato.
- Giugno: Si profila l'uscita dell'Italia dall'euro. Draghi avvia misure eccezionali per risanare la finanza pubblica. Prelievo del dieci per mille dai conti correnti, tetto massimo per le pensioni a 2500 euro e innalzamento dell'età pensionistica di due anni.
- Luglio: Le banche italiane sono investite dalla bolla immobiliare. Crollo dei titoli bancari e delle società immobiliari quotati in Borsa. Fallimento di alcune società del settore. Occupazione di immobili sfitti in molte città italiane. Emergono legami insospettabili tra criminalità organizzata, politici e imprenditori nel mercato immobiliare. Draghi vara una legge per scoraggiare la delocalizzazione delle imprese italiane all'estero.
- Agosto: Fuga di capitali dall'Italia e aumento della disoccupazione in particolare al Sud. Rivolte spontanee per beni di prima necessità in Campania e in Sicilia. Dell'Utri condannato anche in Cassazione entra in carcere. Il PDL si scioglie spontaneamente. Inizio dell'iter parlamentare per una nuova legge elettorale. Beppe Grillo presenta in Senato la legge di iniziativa popolare: "Parlamento Pulito".
- Settembre: Il debito pubblico supera quota 2.000 miliardi. Piano per un taglio di un terzo dei dipendenti della PA in cinque anni. Diminuzione dei consumi. L'Italia evita per ora l'uscita dall'Euro. Aumenta la forbice tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi.
- Ottobre: Uno sciopero generale paralizza per due giorni il Paese. Contestazioni ai sindacati. Schifani lascia la carica di presidente del Senato per motivi personali. Il nuovo presidente appartiene al Pd per rafforzare il governo tecnico di unità nazionale. L'ipotesi di elezioni per il 2012 si allontana per paura di un default.
- Novembre: L'Italia è stremata dalla disoccupazione e dall'aumento dell'inflazione. Draghi avvia un maxi programma di recupero dell'evasione fiscale da 50 miliardi all'anno basato sulle proprietà effettive. Sono decurtati del 50% i finanziamenti pubblici ai partiti e del 100% ai giornali.
- Dicembre: Tassa patrimoniale e aumento dell'imposizione fiscale sui depositi e sui conti correnti sono l'ultimo atto del 2011 del Governo. L'Italia termina l'anno con una previsione di crescita dell'uno per cento del PIl nel 2012 e una disoccupazione del 22%. Berlusconi non è mai rientrato da Antigua dove lo hanno raggiunto tra gli altri Bondi, Cicchitto, Fede, Gasparri e Letta per ragioni di incolumità personale.
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Come avete potuto appurare le previsioni che dovrebbero interessare la situazione economica e di lavoro nel nostro Paese sono a dir poco allarmanti.

Non che io sia fiducioso più di tanto, del resto Tra Verità e Menzogna non è mai molto rosea nell'indicare il futuro che ci aspetta, ma se tutto questo dovesse effettivamente accadere, e tutto in un solo anno, o poco più, allora è vero il detto "si salvi chi può!".

Piuttosto Pinocchio tu cosa ne pensi?

PINOCCHIO/

Caro Giò, non mi voglio tirare indietro alla tua domanda, ma riprendendo il titolo del tuo post, oggi ci vorrebbe molto più di una sfera di cristallo per predigere il futuro, in qualche modo già presente.

Un pò di dati, ed un sunto del pensiero del premio Nobel Roubini a riguardo.

Parlando dell'economia dei Paesi Europei, vediamo che l’Islanda si posiziona al 112° posto nel mondo, l’Irlanda al 38°, il Portogallo al 36°, la Spagna è al 9° posto, l’Italia al 7° e il Regno Unito al 6°. Se qualcosa di serio dovesse succedere ad una di queste ultime tre la situazione si potrebbe ripercuotere in modo significativo sull’economia mondiale.
Riprendo il pensiero del premio Nouriel Roubini che a febbraio dello scorso anno affermava che il vero incubo quanto all’effetto domino è la Spagna. Roubini si riferisce ai problemi del debito spagnolo come all’“elefante nella stanza”.
“Si può provare a sostenere economicamente la Spagna. E si può anche provare a provvedere un supporto finanziario ufficiale all’Irlanda, al Portogallo e alla Grecia per tre anni. Lasciarli fuori dal mercato. Magari ristrutturare il loro debito fino a un certo punto”.
“Ma se la Spagna rotola giù dalla collina, non ci sono sufficienti risorse monetarie ufficiali nella busta delle risorse europee per salvarla. La Spagna è da un lato troppo grande per fallire, dall’altro troppo grande per essere salvata”.
Il primo problema per quanto riguarda la Spagna è l’entità del debito pubblico: 1 trilione di euro (quello della Grecia ammonta € 300 mila). La Spagna ha anche 1 trilione di euro a titolo di debito estero privato.
E, viste le dimensioni, le risorse – governative o sopra- nazionali – non sono semplicemente sufficienti per girarci attorno.

La Germania e la Francia – rispettivamente al quarto e quinto posto nella classifica delle maggiori economie- sono i paesi maggiormente esposti al debito portoghese e spagnolo.
Se è allettante pensare che il salvataggio dell’eurozona stia a significare che le nazioni creditrici hanno saputo gestire bene le loro economie risparmiando grosse cifre di denaro, che hanno concesso a prestito, Sean Corrigon sottolinea che gli interventi europei sono uno schema di Ponzi.

Sotto l’egida delle regole di questo gioco delle tre carte da miliardi di dollari, i sovrani garantiscono la Banca Centrale Europea, che sovvenziona le banche, che comprano i debiti del governo, che fornisce garanzie per tutti gli altri.

Non doveva essere necessariamente così. Gli stati europei non erano costretti a sacrificare se stessi per la causa delle grandi banche.

Roubini crede che ulteriori tentativi di intervento abbiano solo amplificato i problemi con il debito sovrano. Egli dice “Ora c’è un gruppo di super sovrani – il FMI, la UE, la zona euro- che mettono in salvo quei sovrani”.
Sostanzialmente, i super sovrani sottoscrivono i debiti sovrani – aumentando l’ampiezza e concentrando i problemi.
Roubini definisce l’intervento dei super sovrani come un semplice calciare la lattina sull’asfalto.
Afferma ironicamente: “Non c’è nessuno che viene da Marte o dalla luna per soccorrere il FMI o l’Eurozona”.
Ma nonostante il passaggio di carte a livello nazionale e a livello di entità sopranazionali, la realtà alla fine interviene: “Quindi ad un certo punto si ha bisogno di una ristrutturazione. Ad un certo punto c’è bisogno che i creditori delle banche prendano una batosta – altrimenti tutto questo va a ricadere sul bilancio del Governo. E poi il governo si spacca la schiena– e il governo diventa insolvente”.
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Certo ci vuole coraggio nel prendere decisioni drastiche verso coloro che sono stati in qualche modo i promotori di tutto questo, i grandi banchieri in primis.

Le banche centrali hanno commesso azioni sbagliate. Non hanno aggiustato niente ma semplicemente trasferito i derivati tossici e altre bombe finanziare dalle grandi banche alle nazioni stesse.

Per concludere, tutti sappiamo che per cambiare, in democrazia, ci vogliono nuove regole, e queste il più delle volte non vengono portate avanti perchè contravvengono agli interessi personali, e di lobbies, di coloro che le dovrebbero legiferare ed attuare.

Del resto anche il Presidente Napolitano ha fatto un forte richiamo al Paese nel suo comunicato di fine anno quando ha affermato che un «malessere diffuso» e un «distacco allarmante» tra la politica e la società, tra il Palazzo e la gente: è un segnale da non sottovalutare.
Gli ultimi dati - ha detto il capo dello Stato - ci dicono che le persone in cerca di occupazione sono tornate a superare i due milioni, di cui quasi uno nel Mezzogiorno; e che il tasso di disoccupazione nella fascia di età tra i 15 anni e i 24, ha raggiunto il 24,7% nel paese, il 35,2% nel Mezzogiorno e ancor più tra le giovani donne. Sono dati - ha concluso Napolitano - che debbono diventare l'assillo comune della nazione. Se non apriamo a questi ragazzi nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l'Italia: ed è in scacco la democrazia».

Sante parole!

Tra Verità e Menzogna...restate " Ad occhi aperti" !

Il vostro amico
Pinocchio & Giò

giovedì 30 dicembre 2010

I nuovi poveri



Carissimi lettori di Tra Verità e Menzogna, apro questo mio nuovo post parlandovi dell'impoverimento delle persone.

Alcune domande sorgono d'obbligo: quanti sono i poveri in Italia? Chi sono i nuovi poveri?

Innanzi tutto precisiamo che l'Istat non considera che siano povere le persone in possesso di una casa di proprietà. Di conseguenza una fetta molto ampia di persone vengono già di per sé escluse, senza cercare di capire meglio cosa invece possa accumunare il termine casa a povertà.
Molte sono le persone che incontro e che in qualche modo mi fanno capire che per loro in fondo nulla è cambiato, se non in meglio, e che tutto quello che si dice in giro nella realtà è una farsa, tant'è che continuano ad essere affollati i luoghi di villeggiatura, i ristoranti ed i negozi. Queste persone che criticano il mio pensiero sono perlopiù coloro che continuano a vivere chiusi in una ampolla di cristallo, con un lavoro a tempo indeterminato in un ente pubblico, oggi più che in passato aspirazione di milioni di famiglie. Non so, tuttavia, ancora per quanto.

Criticate pure il mio pensiero ,ma prima di farlo cercate un possibile riscontro attraverso i sistemi d'informazione alternativa, fatelo sempre, diffidate di me come di qualunque altro.

A proposito di tutte le verità dette e mai mantenute prendete spunto da questo breve corollario, estratto da un articolo di Felice Capretta, contenente le dichiarazioni fatte dai vari Governi nell'ultimo periodo, e riflettete.

9 Febbraio - Almunia, la Grecia non ha bisogno di aiuti

Il 9 Febbraio 2010 ci informava il Times of India (e molti altri) della bella notizia e tutti ci rallegravamo.

5 Marzo - Angela Merkel, la Grecia non ha bisogno di aiuti

Il 5 Marzo 2010 ci informava BBC della bella notizia e tutti ci rallegravamo.

22 Marzo - Papandreu, la Grecia non ha bisogno di aiuto

Il 22 Marzo 2010 ci informava AGI della bella notizia e tutti ci rallegravamo.

2 Maggio 2010, senza parole

Poi....

30 Settembre - Juncker, l'Irlanda non ha bisogno di aiuto

Il 30 settembre 2010 ci informava ASCA della bella notizia e tutti ci rallegravamo.

16 Novembre
- Bruederle, l'Irlanda non ha bisogno di aiuto

Il 30 settembre 2010 ci informava Milano Finanza della bella notizia e tutti ci rallegravamo.

28 Novembre 2010, senza parole


e infine....

27 Novembre - Barroso, Teixera dos Santos, Zapatero, Spagna e Portogallo non hanno bisogno di aiuti

Il 27 Novembre 2010, ci informava Il Sole 24 Ore della bella notizia e tutti ce ne rallegravamo.

2 Dicembre - Zapatero, la Spagna non dovrà ricorrere ad aiuti

Oggi, 2 dicembre 2010, ci informa Reuters della bella notizia e tutti ce ne rallegriamo.

MADRID (Reuters) - La Spagna non dovrà ricorrere ai fondi di sostegno dell'Unione europea. A dirlo è il primo ministro Jose Luis Rodriguez Zapatero, a quanto emerge dal testo di un'intervista televisiva con l'emittente Cnbc che verrà trasmessa oggi.

Zapatero ribadisce inoltre la necessità di "una politica fiscale molto più integrata" per la zona euro.

Il processo di risanamento del settore bancario spagnolo non ha subito rallentamenti, ha spiegato il premier, aggiungendo che la Spagna ha dovuto immettere nel proprio sistema bancario meno capitali di ogni altro paese della zona euro.

"Si è trattato a malapena dell'1% del pil, 11 miliardi di euro per raggiungere i livelli richiesti di capitalizzazione, meno di Francia, Germania e naturalmente della Gran Bretagna" ha detto Zapatero.

dal 2 dicembre ad oggi, inoltre sono successi altri avvenimenti di cui non si è fatto alcun cenno:

Scontri e scioperi in Grecia.
In corso uno sciopero dei trasporti che sta paralizzando Atene con blocco del traffico sulle principali arterie di collegamento. Bloccati anche i collegamenti per via aerea per lo sciopero dei controllori di volo e navi nei porti.

Parigi, scioperi e manifestazioni.
L'austerità è già nelle cose; operai e lavoratori fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e a pagare l'affitto. Il salario minimo è fisso a 1020 euro ma per trovare casa a Parigi non si pagano meno di 500 euro al mese...

Bruxelles, manifestazione davanti alla Commissione Europea.
La confederazione europea ha organizzato una manifestazione davanti alla sede della Commissione. I sindacati chiedono di non smantellare l’Europa sociale.

Scioperi e manifestazioni anche in Spagna, Belgio, Lussemburgo, Danimarca e Repubblica Ceca.

Nel frattempo, continua l'accanimento delle agenzie di rating sull'Unione Europea

Fitch ha tagliato il rating sovrano irlandese di lungo termine a BBB+, a pochi passi dal "Junk".

S&P ha dato outlook negativo al debito sovrano belga, anticipando che potrebbe tagliare il rating a breve.

Moody's mantiene negativo l'outlook sulle banche spagnole.
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Nello specifico per quanto attiene all'Italia, non ho da aggiungere niente, tanto siete già DIS-informati di tutto.

A voi trarre le dovute conclusioni.

Pinocchio, a riguardo dei nuovi poveri, mi piacerebbe conoscere anche il tuo pensiero.

PINOCCHIO/

Mamma mia..., almeno col finire dell'anno pensavo mi lasciassi in pace.

Non sei un amico, per nulla.

Ma visto che mi vuoi far passare un fine anno ed un inizio con aspettative del tutto non rosee, adesso ascolta un po' quello che ho da dirti.

Ciò che ho da dirti prende spunto da un estratto del libro di Gad Lerner, sulla vicenda degli operai in FIAT, che così riporta:
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Bastano le poche cifre dedicate all'Italia da Luci Ellis e Kathryn Smith nell'ambito di una ricerca della Banca dei regolamenti internazionali intitolata 'L’incremento globale dei profitti" (The global upward trend in the profit, 2007).
Fra il 1983 e il 2005 la percentuale del Prodotto Interno lordo italiano attribuibile in quota ai profitti d'impresa ha goduto di un balzo poderoso: otto punti di Pil all'insù, corrispondenti in moneta corrente a circa centoventi miliardi di euro. Se la ricchezza travasata negli utili aziendali fosse rimasta invece, come prima, nelle buste paga dei lavoratori, si sarebbe evitata loro una decurtazione corrispondente a settemila euro di salario all'anno. Tale danno può essere ricalcolato per cautela in cinquemiladuecento euro annui di perdita, sommando alla platea dei lavoratori dipendenti (diciassette milioni ) anche la variegata galassia degli autonomi (sei milioni). Ma la sua incidenza sul tenore di vita delle famiglie operaie resta in ogni caso decisiva: basti pensare che nel 2009 migliaia di dipendenti Fiat, a causa di prolungati periodi di cassa integrazione, hanno subito un abbassamento di reddito fino alla soglia di undici mila euro annui.
Mese dopo mese, anno dopo anno, un' enorme massa di denaro è stata dirottata dalle buste paga ai dividendi degli azionisti e ai bonus dei manager. La conferma viene dagli studiosi delle disuguaglianze di reddito che adottano per le loro misurazioni un indicatore sintetico, detto "coefficiente di Gini".
L'Italia viene indicata fra le nazioni a più alto tasso di disuguaglianza interna, nell' apposita classifica stilata fra i trenta paesi dell'Ocse. Per l'esattezza figura sesta, superata solo da Messico, Turchia, Portogallo, Stati Uniti, Polonia. Le nazioni virtuose, contraddistinte da minori distanze sociali, sono la Danimarca e la Svezia. Ma anche la Germania e la Francia ci surclassano per giustizia redistributiva, mentre Regno Unito e Irlanda si avvicinano al nostro tasso d'ineguaglianza pur senza raaggiungerlo.
Come spiega Maurizio Franzini (Ricchi e poveri. L’Italia e le disuguaglianze (in)accettabili,Università Bocconi Editore 2010), il forte divario fra benestanti e non abbienti è da sempre un tratto distintivo del nostro paese, benché negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta si fosse registrata un'attenuazione delle distanze grazie al miglioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne.
Da allora questo tasso d'iniquità, già imbarazzante se confrontato con quello delle altre nazioni industrializzate, ha ripreso ad allargarsi, fino a registrare un balzo repentino fra il 1991 e il 1993(attribuibile, suppongo, alla recessione economica, vissuta oltretutto per la prima volta senza gli effetti protettivi del punto unico di contingenza che per una dozzina d'anni in precedenza aveva frenato gli effetti dell'inflazione sulle buste paga). Il dato è inequivocabile: secondo il Luxembourg Income Study, il coefficiente di Gini s'impenna dal 29 per cento del 1991 al 34 per cento del 1993. Salirà di un punto ulteriore nel decennio successivo. Per capirsi, secondo gli studiosi un peggioramento di 2 punti del coefficiente di Gini significa in pratica che la metà più povera della popolazione cede il 7 per cento del suo reddito alla metà più ricca. In Italia è andata molto peggio, almeno un quinto del reddito già modesto dei lavoratori è andato perso. Le persone adibite a svolgere lavori manuali non sono certo diminuite di numero ma in compenso hanno subito un esproprio di ricchezza la cui entità ha oltrepassato le conquiste
sindacali dei decenni precedenti. Così le famiglie degli operai sono regredite fino a star peggio - in proporzione - di mezzo secolo prima. Solo parzialmente compensate dall'ingresso nel mercato del lavoro di una più cospicua componente femminile.
Del tutto assente, peraltro, è risultata in Italia la correzione redistributiva che altrove lo Stato opera almeno parzialmente, tramite il prelievo fiscale e le politiche di Welfare.
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Ti voglio inoltre portare anche il contributo di Edmondo Berselli, prendendo spunto dal suo libro "l'economia giusta", un breve estratto che ritengo significativo all'argomento:
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Secondo lo storico Giuseppe Berta, sullo sfondo della crescita economica sembra sempre esserci un elemento che dà sul piratesco.
Per un lettore di Stevenson, dietro l’edificio capitalistico, i dark satanic mills di Blake, si può intravedere la figura fantasmatica di Long John Silver: un corsaro tarlato, vittima della propria vecchiezza e della propria assenza di morale, tra ciurme di bucanieri loschi, zoppi, mutilati, uncinati, guerci e potenzialmente omicidi.
Pur senza riandare a Bertolt Brecht e al suo scontato aforisma relativo alla fondazione di una banca, a suo dire peggiore di una rapina nel caveau, sull’aspetto criminale di buona parte dell’economia moderna dovrebbero esserci pochi dubbi. Al fondo della «distruzione creatrice» di Schumpeter c’è un elemento dirompente che appartiene all’oscura volontà rapinatrice della natura, se esiste una natura, o almeno di un’indole, capitalistica.
Per la dimostrazione di questo postulato, basta un modesto e incompleto elenco: ENRON, TYCO,WorldCom, Lehman Brothers, Fannie Mae e Freddie Mac, i mutui subprime, gli hedge fund, lo schema alla Ponzi di Bernie Madoff, la holding insolvente di Dubai... I bond argentini, gl oligarchi russi, i quindicimila euro pagati da Abramovich per una bottiglia di Romanée-Conti da Nello ‘s a New York, e, per restare in famiglia, il ricordo di Sindona e Calvi, lo IOR, quindi i bond Cirio, il crac Parmalat, nonché il tesoro domestico di Calisto Tanzi, con la collezioncina
artistica da cento milioni di euro dei Van Gogh, i Cézanne, i Degas, i Pizarro, i Modigliani e i Picasso, nascosta nelle soffitte e nelle cantine degli amici, in attesa di venderla ai soliti russi, per fare cassa... sempre ammesso che non si tratti di croste, e quindi di un’altra truffa...
In Islanda, con la crisi deflagrata nel 2008, tre sole banche hanno fatto un buco finanziario pari a dodici volte - dodici volte - il debito pubblico nazionale.
La vera forza morale del capitalismo sta nella sua capacità di promuovere la creatività umana (M.Novak, L’etica cattolica e lo spirito del capitalismo, Comunità, Milano 1994).
Racconta Jonathan Hopkin, politologo alla London School of Economics:
Uno dei primi segnali che qualcosa di pericoloso stava fermentando nel sistema finanziario mondiale si è manifestato nel Regno Unito, verso la fine dell’estate 2007. Una piccola banca regionale, la Northern Rock, ha richiesto un sostegno di liquidità alla Banca d’Inghilterra,palesando in tal modo le sue difficoltà finanziarie. La prima reazione è stata il panico: le azioni della banca sono crollate e i depositanti sono corsi a ritirare i loro risparmi [...] Si è trattato della prima corsa agli sportelli di una banca del Regno Unito dall’Ottocento: un enorme imbarazzo per un Paese la cui economia negli ultimi decenni si è imperniata sul settore finanziario. Alla fine del secondo trimestre 2008 la Gran Bretagna era entrata in quella che si sta rivelando la più lunga recessione dagli anni Trenta.
Ehi, c’è qualcuno là fuori che si ricorda della New Economy, e dei suoi successi?

Ancora Raffaele Simone ha definito «Arcicapitalismo» la manifestazione politica ed economica di questa «Neodestra». L'Arcicapitalismo è dotato di una specificità che nella storia appare nuova: accumula profitti non più solo (come nella tradizione) sfruttando i propri lavoratori, bensì catturando e opprimendo la propria clientela mondiale. Questa si è lasciata avvolgere (senza che a sinistra nessuno se ne accorgesse) in una spirale in cui si intrecciano una varietà di fattori che non sono più solo economici, ma coinvolgono più dimensioni della vita individuale e associata: pubblicità, prodotto, marketing, credito facile per il piccolo consumo, desiderio di fuga e di evasione, speranza di restare giovani a lungo e di trarre prolungati piaceri dalla vita sessuale, una vaga aspirazione a una vita abbondante e disinvolta, una velatura di spiritualità e di pathos...1. Non una parola, naturalmente, a proposito del lavoro e dell'occupazione: su questo punto, è opportuno non credere mai a nulla, non a un numero, non a una statistica. Quando Margaret Thatcher decise che il tasso di individui senza lavoro nel Regno Unito risultava troppo elevato per un Paese destinato alla endless growth deregolatrice, chiese agli istituti governativi di rilevazione di modificare i parametri d'indagine. Vennero in effetti cambiati. A ripetizione.
Una, due, tre volte? No, la bellezza di trentadue volte. Alla fine, come ci si poteva attendere, i risultati diedero ragione alle aspettative. La disoccupazione scese sotto il 6 per cento, con evidente soddisfazione del governo radicalpopulista inglese. Se ci spostiamo adesso sull'altra sponda dell'Atlantico, durante la
crisi attuale i dati parlano di un tasso di disoccupazione superiore al 10 per cento; ma secondo alcune stime più pessimiste, se si computano i non occupati che per rassegnazione hanno rinunciato a cercare un lavoro, il tasso salirebbe addirittura al 17 per cento. E allora a quali e quante leggende abbiamo creduto, nel frattempo? Alla crescita, allo sviluppo, ai risultati del mercato unico europeo, che avrebbe dovuto
avvicinare i prezzi nei diversi Paesi favorendo i consumatori. All'euro, che avrebbe stabilizzato l'inflazione. Al miracolo irlandese, per cui l'isola in trent'anni aveva raddoppiato il PIL pro capite. Al sorpasso greco. Allo spettacolo spagnolo. Gli irlandesi si è visto che fine hanno fatto, dopo la sbornia liberista che aveva ubriacato un Paese povero. In Grecia rischiano il default dei conti pubblici, dopo
avere truccato i dati per anni (davano il deficit sul PIL al 3,7 per cento, era in effetti al 12,9; parlavano con orgoglio sofista del superamento ai danni dell'Italia in termini di capacità di potere d'acquisto pro capite, adesso si tratta di vedere se riescono a non fallire). E il contagio del debito sembra diffondersi alla svelta verso l'Europa sudorientale, con nuovi rischi e nuove minacce agli equilibri finanziari di tutta l'Unione Europea. Quanto alla Spagna, si è capito alla svelta che il Paese era ricco, ma la gente era povera (altro che movida, fiesta esclusiva e permanente della giovane borghesia urbana), con la classe medio-bassa esclusa dal cuore della vita metropolitana, confinata nei sobborghi cementificati intorno alle
grandi città; e che, a dispetto dei cantori come Victor Pérez-Diaz che avevano glorificato la «lezione spagnola», il presunto miracolo derivava in buona misura da una forte immigrazione, che assicurava manodopera a costo concorrenziale, dai trasferimenti di fondi dell'Unione Europea e da una speculazione edilizia, nelle new towns periferiche, senza eccessive inibizioni urbanistiche (con mutui che sostenevano
fino al l20 per cento il prezzo d'acquisto delle abitazioni e che ora hanno determinato un surplus di offerta di case pari al doppio della richiesta, un milione di abitazioni rispetto a una domanda di meno della metà). Nel contempo i diritti civili e illaicismo zapaterista, ossia lo zenit del modernismo ispanico, non compensano affatto i dati «duri» sulla disoccupazione, tra i più alti d'Europa: il tasso dei senza lavoro era calato dal 24 all'8 per cento tra il 1994 e il 2007, ma ora, in un mercato del lavoro «dualistico», che divide nettamente i garantiti dai precari, le previsioni per il 20lO lo approssimano al 20 per cento.
Sono dati tali da prospettare addirittura un principio sociale di esclusione, in una società che fino a pochissime stagioni fa sembrava euforicamente proiettata sulle ramblas e le plazas di uno sviluppo senza fine.
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Come vedi è vero il detto " c'è sempre qualcuno che si è arricchito e continua ad arricchirsi sulla testa della gente" , senza merito alcuno.

Ciò premesso vorrei lasciarti con questa favola de "La Piccola Fiammiferaia" , alla quale l'amico Andrea Mazzalai ha voluto dare una veste più attinente alla realtà d'oggi.
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Era l'ultimo giorno dell'anno: faceva molto freddo e cominciava a nevicare. Una povera bambina camminava per la strada con la testa e i piedi nudi. Quando era uscita di casa, aveva ai piedi le pantofole che, però, non aveva potuto tenere per molto tempo, essendo troppo grandi per lei e già troppo usate dalla madre negli anni precedenti. Le pantofole erano così sformate che la bambina le aveva perse attraversando di corsa una strada: una era caduta in un canaletto di scolo dell'acqua, l'altra era stata portata via da un monello. La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo. Teneva nel suo vecchio grembiule un gran numero di fiammiferi che non era riuscita a vendere a nessuno perché le strade erano deserte. Per la piccola venditrice era stata una brutta giornata e le sue tasche erano vuote...

Si una piccola e povera bimba, nata dall'immaginazione e dalla fantasia di Hans Christian Andersen, un fanciullo dall'infanzia triste, il papà morto giovane e la mamma alcolizzata, un grande scrittore universale, con i suoi racconti spesso tristi ma ricchi di umanità, di amore, testimonianza di attenzione verso gli ultimi, gli umili, i diseredati con quel carico di speranza che ogni sua favola porta con se.

Si la Finanza e questa immensa crisi Antropologica, hanno sequestrato le nostre vite, il futuro dei nostri figli, in questo lungo inverno, che preannuncia il freddo che verrà, che già ci accompagna. Camminano oggi con la testa e i piedi nudi, senza più pantofole, troppo usate, abusate negli ultimi decenni, sformate, così sformate da una serie di eccessi, al punto tale da ritrovarsi all'improvviso seduta all'angolo della strada, tra le banche centrali, coperta dalla neve che cade candida e lieve, l'infanzia negata, il culto del breve termine, la fretta di ottenere tutto e subito, quello che la Vita regala nell'arco di un'esistenza.

Teneva nel suo vecchio grembiule, un gran numero di illusioni che era riuscita a vendere, perché le strade erano piene di sogni e di speranze, speranze spesso negate, derise, speranze e sogni di pochi, la disperazione e il pianto di molti.

Per la piccola Finanza era stata una brutta giornata, un periodo da dimenticare e le sue tasche ora erano vuote, aveva molta fame, sete di liquidità e il freddo della mancanza di fiducia la assaliva. Dalle finestre delle case in festa, risplendeva la luce della leva infinita, si udivano le risate dell’azzardo morale , insieme al profumo inebriante dei profitti stellari...lei non pensava ad altro.

Non osava ritornarsene a casa senza un centesimo, senza una trimestrale degna dei bei tempi, passati a creare ricchezza dal nulla, una ricchezza di carta, favorita dalle asimmetrie informative, dalle frodi e dalle manipolazioni, perché il padre le avrebbe tolto il bonus, le stock option, ogni premio degno del paese delle meraviglie! Per riscaldare l’intrinseca insolvenza, il credito congelato, la mancanza di fiducia, per allontanare lo spettro del fallimento, prese un fiammifero dalla scatola che le banche centrali le avevano lasciato. All'improvviso una fiamma calda e brillante si sprigionò, un istante, un lungo ed interminabile istante, una nuova piccola illusione.

Una luce bizzarra, l’ennesima illusione, alla bambina sembrò di vedere la politica monetaria, la favola del quantitative easing, le banche centrali con le loro politiche espansive, che assecondano i mercati, che creano quella calda sensazione di un’improbabile ricchezza, che li sostengono ogni qualvolta la favola riposa, ogni qualvolta la favola volge al termine, come una stufa di rame luccicante nella quale bruciare tutte le naturali recessioni, allontanandone la realtà rifugiandosi in un mondo virtuale, dove assistere inerti e impotenti al più colossale trasferimento di ricchezza della storia.

Avvicinò i suoi piedini al fuoco... ma la fiamma si spense e la stufa scomparve.

La bambina accese un secondo fiammifero: questa volta la luce fu così intensa che poté immaginare nella casa vicina una tavola ricoperta da una bianca tovaglia piena di dollari, freschi di stampa, sulla quale erano ricamati salvataggi meravigliosi, graziosamente decorati.Un "Bernspan" ( Bernanke & Greenspan ) arrosto, le strizzò l'occhio e subito si diresse verso di lei.

La bambina le tese le mani... ma la visione scomparve quando si spense il fiammifero.

Giunse così la notte. "Ancora uno!" disse la bambina. Crac! Appena acceso, s'immaginò di essere vicina all'albero di Natale della ripresa, della crescita infinita, la visione di mille luci in fondo al tunnel! Mille candeline brillavano sui suoi rami, illuminando giocattoli meravigliosi. Volle afferrarli... il fiammifero si spense... le fiammelle sembrarono salire in cielo... ma in realtà erano stelle.

Una di loro cadde, tracciando una lunga scia nella notte...la fine di un'illusione, la nascita della Speranza.

La bambina pensò allora alla nonna, che amava tanto, ma che era morta. La vecchia nonna le aveva detto spesso: Quando cade una stella, c' è un'anima che sale in cielo". La bambina prese un'altro fiammifero e lo strofinò sul muro: nella luce le sembrò di vedere la nonna con un lungo grembiule sulla gonna e uno scialle frangiato sulle spalle. Le sorrise con dolcezza.
- Nonna! - gridò la bambina tendendole le braccia, - portami con te! So che quando il fiammifero si spegnerà anche tu sparirai come la stufa di rame, l'oca arrostita e il bell'albero di Natale.
La bambina allora accese rapidamente i fiammiferi di un'altra scatoletta, uno dopo l'altro, perché voleva continuare a vedere la nonna. I fiammiferi diffusero una luce più intensa di quella del giorno:
"Vieni!" disse la nonna, prendendo la bambina fra le braccia e volarono via insieme nel gran bagliore. Erano così leggere che arrivarono velocemente in Paradiso; là dove non fa freddo e non si soffre la fame! Al mattino del primo giorno dell'anno nuovo, i primi passanti scoprirono il corpicino senza vita della bambina. Pensarono che la piccola avesse voluto riscaldarsi con la debole fiamma dei fiammiferi le cui scatole erano per terra. Non potevano sapere che la nonna era venuta a cercarla per portarla in cielo con lei. Nessuno di loro era degno di conoscere un simile segreto! ... ma nessuno poteva sapere le belle cose che lei aveva visto, né in quale chiarore era entrata con la sua vecchia nonna, nella gioia dell'Anno Nuovo!

Non ho idea di quante scatole di fiammiferi dispongono i menestrelli di questo sistema. Quello che è certo è che li stanno accendendo rapidamente, uno dopo l’altro, cercando di diffondere una luce sempre più intensa, una finta sensazione di benessere.

La fame, il freddo, la sete , la mancanza di amore, l'indifferenza che caratterizza la storia della nostra piccola fiammiferaia è spesso la fotografia della nostra vita, della nostra società. Possiamo cercare di fuggire nell'immaginazione di ogni piccolo fiammifero che accendiamo, che qualcuno ci accende, ma non possiamo fuggire dalla realtà, pena la morte della nostra Essenza.

Abbiamo bisogno della luce dei nostri valori, delle nostre tradizioni, una luce capace di illuminare i nostri sogni, le nostre emozioni.

Commuove questa favola, una commozione, pulita, profonda che non deve far paura, da condividere, con figli e nipoti, senza alcuna vergogna, come le lacrime della nostra vita. Non dimentichiamo mai quella piccola bimba, la piccola fiammiferaia, li fuori da sola nel freddo glaciale dell’indifferenza, ad un passo dalle nostre case, calde e riscaldate, testimonianza della disperazione, degli ultimi, dei diseredati, degli affamati. In fondo siamo fortunati! Non dovremmo mai dimenticare il bimbo che è in Noi, la sua genuinità, la sua spontaneità, perché ogni anno ritorna ad annunciare la Luce, la Speranza, l’Alba di una nuova avventura.

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A tutti voi giunga il mio più caloroso augurio per un anno migliore.

Tra Verità e Menzogna... restate sempre " Ad occhi aperti".

Il vostro amico
Pinocchio & Giò