mercoledì 26 ottobre 2011

Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza


Ecco il testo della lettera inviata dal governo di Roma in risposta all'ultimatum dell'Unione Europea:


PREMESSA

L’Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest’estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state così create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all’aumentato avanzo primario, il nostro debito scenderà.

Tuttavia, siamo consapevoli della necessità di presentare un piano di riforme globale e coerente.

La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l’intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell’area euro.

Per quel che riguarda l’Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo contenuta, abbiamo seguito sin dall’inizio della crisi una politica attenta e rigorosa.

Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune ad altri Paesi.

Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e gravi pericoli, ciò è soprattutto il segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel quale ci si è trovati a governarli.

A. I FONDAMENTALI DELL’ECONOMIA

Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguirà l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL è stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione.

Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate durante l’estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l’aumento delle spese per il servizio del debito, questo consentirà la riduzione del rapporto debito/PIL già nel 2012. I dati relativi ai primi otto mesi dell’anno in corso sono coerenti con questi obiettivi.

È doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano è cresciuto dell’1,5% e non dell’1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si è ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2% invece di -1,3% nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009).

Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che è stato confermato a 4,6% per il 2010, è praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre, che l’Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al 7,1%), della Spagna (dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%).

In conclusione, nel 2010 l’Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente più virtuoso in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil.

B. CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA

Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene necessario intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla più favorevole alla crescita.

Con questo obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:

- Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;

- Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese;

- Entro 6 mesi, l’adozione di misure che favoriscano l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia;

- Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.

Nei prossimi 4 mesi è, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l’economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del Centro-Nord Italia che eguaglia il livello delle migliori realtà europee, e quello del Mezzogiorno, che è collocato in fondo alla graduatoria europea.

A riguardo, l’esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l’utilizzo e ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea. Tale revisione consentirà un’accelerazione, una riconsiderazione delle priorità dell’uso dei Fondi e una regia rafforzata, dove l’Italia è disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo ambizioso obiettivo. Il programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno è definito in maniera evocativa "Eurosud" e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud è la crescita dell’Italia intera.

Il Governo, quindi, definirà ed attuerà la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013. Tale revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul Programma Nazionale di Riforma dell’Italia.

Esso si basa su una più forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti maggiormente in grado di rilanciare la competitività e la crescita del Paese, segnatamente intervenendo sul potenziale non utilizzato nel Sud, e su un più stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga, ferrovie, nuova occupazione). Tale revisione potrà comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari.

Le risorse resesi disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate attraverso un percorso di concertazione tra il Ministro delegato alle politiche di coesione, il Commissario europeo competente e le regioni interessate basato su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea attraverso un apposito gruppo di azione.

Tale piano d’azione sarà definito entro il 15 novembre 2011.

La creazione delle condizioni strutturali per la crescita dell’intero Paese passa inevitabilmente per la revisione delle politiche di:

a. promozione e valorizzazione del capitale umano;

b. efficientamento del mercato del lavoro;

c. apertura dei mercati in chiave concorrenziale;

d. sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione;

e. semplificazione normativa e amministrativa;

f. modernizzazione della pubblica amministrazione;

g. efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia;

h. accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia;

i. riforma dell’architettura costituzionale dello Stato.

a. Promozione e valorizzazione del capitale umano

L’accountability delle singole scuole verrà accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzerà il ruolo dei docenti (elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurrà un nuovo sistema di selezione e reclutamento.

Si amplieranno autonomia e competizione tra Università. Si accrescerà la quota di finanziamento legata alle valutazioni avviate dall’ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l’obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno abbienti. Si avvierà anche uno schema nazionale di prestiti d’onore.

Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro il 31 dicembre 2011.

b. Efficientamento del mercato del lavoro

È prevista l’approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro.

1. In particolare, il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l'occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di inserimento delle donne nel mercato del lavoro; c. del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree più svantaggiate.

2. Entro maggio 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. più stringenti condizioni nell'uso dei "contratti para-subordinati" dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato.

c. Apertura dei mercati in chiave concorrenziale

Entro il 1° marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell’Autorità per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali.

Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e dell’assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato assicurativo sono state definite all’interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare, che è già stata approvata dalla camera dei deputati ed è attualmente all’esame del senato. Le misure concernenti i mercati della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono già in vigore. Si è preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l’immediata efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari dei negozi. Nel frattempo, fra i primi in Europa, l’Italia ha aperto alla concorrenza il mercato della distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale i regolamenti che disciplinano le gare per l’affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali più ampi dei comuni.

Già con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle attività d’impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare già si prevede che le tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al professionista, derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterrà recherà altre misure per rafforzare l’apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali.

Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle professioni regolamentate, è stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l'esercizio dell'attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l'effettiva possibilità di scelta degli utenti nell'ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Inoltre, già in sede di conversione della manovra di luglio (DL n. 98/2011) è stato previsto che il Governo, sentita l'Alta Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborerà proposte per la liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolato.

Verranno rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali, con l’introduzione a livello nazionale di sistemi di garanzia per la qualità dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti, locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza temporale 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi.

Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano - riprendendo quanto già previsto dall’articolo 23 bis del DL 112/2008 - ha approvato nella manovra di agosto 2011 escludendo il settore idrico a seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si rafforza il processo di liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non è possibile attribuire diritti di esclusiva nelle ipotesi in cui l’ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilità di un sistema di concorrenza nel mercato, ossia di un sistema completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento delle competenze dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nonché un sistema di benchmarking al fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualità di gestione e di effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni.

d. Sostegno all’imprenditorialità e all’innovazione

Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilità del rendimento del capitale di rischio. Verranno potenziati gli schemi a partecipazione pubblica di venture capital e private equity, preservando la concorrenza nei relativi comparti.

Il Governo trasformerà le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo più semplice ed efficace la procedura per definire i programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie.

Forte impegno dell’esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno del Fondo Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca.

Questi interventi – insieme al Contratto di Sviluppo, già operativo – rientrano a pieno titolo nell’ambito del riordino generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventerà legge nelle prossime settimane.

Per garantire la liquidità delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e successivo pagamento da parte delle banche, in conformità alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto addizionale sull’indebitamento della Pubblica Amministrazione.

e. Semplificazione normativa e amministrativa

Il Governo incentiva la costituzione di "zone a burocrazia zero" in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell’U.L.G. – Ufficio Locale dei Governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi.

Il Governo mira a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la digitalizzazione del deposito dell’atto di trasferimento delle quote delle società e lo snellimento in materia di vigilanza delle società di capitali e degli organi di controllo.

I rapporti con la pubblica amministrazione diventeranno più snelli grazie alla completa sostituzione dei certificati con delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione resteranno valide solo nei rapporti tra privati.

I controlli sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicità e proporzionalità, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni che possano recare intralcio al normale esercizio delle attività imprenditoriali.

Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione amministrativa verrà completata nei prossimi 6 mesi la strategia di revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di semplificazione dei procedimenti e monitorandone gli effetti. Verrà rafforzata e accelerata l’attuazione del programma di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo previsti da leggi statali (MOA). Inoltre, ove la disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla manovra estiva per i procedimenti amministrativi relativi all’avvio e alla svolgimento dell’attività d’impresa. L’obiettivo è quello di migliorare il posizionamento dell’Italia nella graduatoria internazionale relativa al Doing Business, nei prossimi 3 anni.

f. Modernizzazione della pubblica amministrazione

La pubblica amministrazione è un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le condizioni perché la pubblica amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio allo sviluppo e non di zavorra burocratica. Ecco perché la semplificazione, la trasparenza e la meritocrazia sono fondamentali. Un tassello rilevante è costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta della pubblica amministrazione, in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e le cui competenze saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, già approvato dal Senato, e attualmente all’esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante per la completa implementazione della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova governance per l’attività di prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla Commissione e individuando con estrema puntualità le modalità di accrescimento del livello di trasparenza della pubblica amministrazione.

Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b. la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale; c. il superamento delle dotazioni organiche.

Contestualmente all’entrata in vigore della legge costituzionale recante l’abolizione e la razionalizzazione delle province è prevista l’approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni.

g. Efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia

Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosità e la prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto). Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011. L’obiettivo è quello della riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni.

h. Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia

Oltre alla realizzazione degli investimenti già concordati con le società concessionarie, il Governo solleciterà una maggiore partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard contrattuali tipo che facilitino il ricorso al project financing, con una più chiara ed efficiente allocazione dei rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla redditività dell’opera e la prevenzione di comportamenti di tipo monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verrà rafforzata la qualità della programmazione finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su progetti considerati strategici.

Il Governo è impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari dell’opera stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle PMI un accesso facilitato.

Si prevede lo sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure relative ai contratti di programma dei maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate all’ottimizzazione delle gestioni negli impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su gomma.

Da ultimo, è in corso di predisposizione una garanzia "reale" dello Stato (attraverso propri beni immobili, e non solo di natura finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato. Questo garantirà un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie.

i. Riforma dell’architettura costituzionale dello Stato

Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa riguarda tanto l’assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche.

Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l’Italia intende giungere all’approvazione della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi.

In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:

a. Disegno di legge (già approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell’elettorato attivo e passivo per l’elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica.

b. Due disegni di legge (all’esame del Parlamento) di riforma complessiva dell’organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all’abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell’esecutivo e della maggioranza.

Sul secondo versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede:

a. Un disegno di legge (la cui approvazione è in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati) di riforma degli articoli della costituzione relativi alla libertà di iniziativa economica e alla tutela della concorrenza, nonché alla riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione dell’efficienza e del merito.

b. Un disegno di legge sull’introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul modello già seguito in altri ordinamenti europei.

A tal fine si deve ricordare che l’articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le leggi costituzionali ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerità possibile, le riforme costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili.

Le conseguenti leggi attuative saranno successivamente attuate senza indugio, non essendovi vincoli temporali nell’ambito della Costituzione.

C. UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE

Le pensioni

Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi.

Grazie al meccanismo di aggancio dell'età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026.

Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l’accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all’evoluzione della speranza di vita.

La delega fiscale e assistenziale previdenziale

Il provvedimento di iniziativa governativa è già all’esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all’emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite con l’esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate. Tali risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell’anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014. Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi è stata introdotta una clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell’attuazione della delega oltre il 30 settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l’anno 2012 e del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa, anche parziale, si è stabilita la possibilità di disporre con decreto del Presidente del consiglio, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa.

In breve, qualora la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove disposizioni fiscali e assistenziali non siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avrà una riduzione automatica delle agevolazioni fiscali che garantirà comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega verrà esercitata entro il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno pari a quelli previsti, non si procederà dunque al taglio automatico delle agevolazioni.

Le dismissioni

Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all’anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali.

La razionalizzazione della spesa pubblica

Il Governo ribadisce l’impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la riorganizzazione della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda: l’integrazione operativa delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell’amministrazione dello Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l’uso delle risorse; il coordinamento delle attività delle forze dell’ordine; la razionalizzazione dell’organizzazione giudiziaria nel suo complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il Governo attuerà i primi interventi dal 1° gennaio 2012 e darà conto dei progressi realizzati con cadenza trimestrale.

Debito pubblico

Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l’elaborazione di un piano organico per l’abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali.

Il costo degli apparati istituzionali

Il Governo riconosce la necessità di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verrà perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verrà rafforzato il regime di incompatibilità fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo.

Il pareggio di bilancio

Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio è già all’esame della Camera dei Deputati. L’obiettivo è quello di una sua definitiva approvazione entro la metà del 2012.

Con le modifiche introdotte con la Legge n.39/2011 alla "Legge di contabilità e finanza pubblica (L. 196/2009) è stata rivista la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della relativa disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della legge di stabilità è stata circoscritta la possibilità di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo la possibilità di finanziare con tali risorse nuove o maggiori spese correnti.

________________________





Definire le ulteriori misure correttive eventualmente necessarie

Il Governo monitorerà costantemente l’andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverrà prontamente. L’utilizzo del Fondo per esigenze indifferibili sarà vincolato all’accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti pubblici coerenti con l’obiettivo per l’indebitamento netto del prossimo anno.

D. CONCLUSIONI

Siamo sicuri che, con l’impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l’intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un’Europa più forte e più coesa.



___________

Accordo raggiunto dopo più di 8 ore di trattative intense, alla quale hanno partecipato banchieri, capi di stato, governatori di banche centrali e il Fondo monetario internazionale. Accettando delle perdite del 50% il debito della Grecia si ridurrà di €100 miliardi, portando dunque il rapporto debito/Pil dal 160% attuale al 120% nel 2020.

La Grecia dovrebbe ora avere a disposizione un nuovo pacchetto di aiuti entro il 2012. Il valore dovrebbe raggiungere €130 miliardi, secondo quanto dichiarato da una fonte europea, oltre i €109 miliardi precedentemente concordati a luglio.

"Se riusciremo ad implementare velocemente le riforme, (il ritorno al mercato) non sarà nel 2021, ma molto prima", ha detto il Primo ministro della Grecia George Papandreou. In un report sulla sostenibilità del debito ellenico negli inizi di ottobre, il Fondo monetario internazionale aveva dichiarato che il paese non sarebbe stato capace di vendere bond ad investitori privati per almeno 10 anni.

Oltre agli accordi sulla partecipazione del settore privato alla Grecia, è stata raggiunta l’intesa anche sul fondo "salva-stati", l’European Financial Stability Facility (EFSF). Dei €290 miliardi a disposizione (togliendo ai €440 miliardi i fondi già utilizzati per aiutare Irlanda, Portogallo e Grecia), circa €250-€270 miliardi subiranno un leverage di 4-5 volte, portando dunque la potenza di fuoco a €1 trilione.

I leader Ue credono che tale somma sarà sufficiente per contrastare i timori anche su Spagna e Italia, rispettivamente la quarta e la terza più grande economia della regione.

Riguardo l'Italia, dal summit Ue dicono di "apprezzare il piano di crescita avanzato dall’Italia, attraverso riforme strutturale e di consolidamento delle finanze".

Apprezzati anche gli sforzi sulla riduzione del debito: "lodiamo l’impegno di raggiungere la parità di bilancio entro il 2013 e un surplus nel 2014, portando dunque il rapporto debito/Pil al 113% nel 2014, così come l’introduzione di una regola nella costituzione entro metà 2012".

"Notiamo degli sforzi da parte dell’Italia per riformare la legge sul lavoro e in particolar modo sulle regole e procedure di licenziamento, e di rivedere il sistema di benefit ai disoccupati, attualmente fragmentato, entro la fine del 2011, tenendo conto dei limiti di bilancio".

"Prendiamo nota del piano per aumentare l’età pensionabile a 67 anni entro il 2026 e consigliamo di definire entro fine anno il processo per raggiungere quest’obiettivo".

A seguito della notizia positiva sui negoziati, l’euro è tornato ad apprezzarsi contro il dollaro americano, al momento registrando un balzo dello 0,61% a $1,3967. Moneta unica su anche contro gli altri principali rapporti di cambio, tra i quali yen giapponese, franco svizzero e sterlina inglese.


____________

Come sempre , Tra Verità e Menzogna ...restate ad Occhi aperti!

Il vostro amico

Pinocchio & Giò

giovedì 13 ottobre 2011

15 Ottobre 2011 : W i nostri figli !!!



Cari lettori di Tra Verità e Menzogna,
mi rivolgo in particolare ai genitori , ai nonni,
a tutti coloro che come me possono contare su qualche anno in più...

"non abbandoniamo i nostri ragazzi ".

Noi stiamo coi giovani !
Noi stiamo coi nostri figli !


... e guai a chi ce li tocca!!!

Come sempre,Tra Verità e Menzogna , restate..." Ad occhi aperti".

Il vostro amico
Pinocchio & Giò

martedì 27 settembre 2011

Cambio, che ti ricambio...



Carissimi lettori di Tra Verità e Menzogna, riporto di seguito un articolo uscito oggi su Wall Street Italia, che richiama il mio pensiero, già fatto presente ad alcuni di voi, quando le quotazione €/$ erano sopra 1,40 , riguardo la tendenza del cambio eur/usd previsto nei prossimi mesi.
UBS parla di recupero del dollaro sull'euro da qui ai prossimi tre mesi, a mio avviso questo potrebbe avvenire anche in un tempo più ristretto, un mese o poco più, se non vengono messe in atto azioni mirate.


Euro: UBS prevede crollo fino a $1,20.

Milano - L'euro continuerà a soffrire, scontando i problemi dei debiti sovrani, a dispetto dei vari rumors che parlano di soluzioni in arrivo per salvare l'Eurozona. E' quanto ritengono gli analisti della divisione di ricerca di UBS, che hanno rivisto le stime sul rapporto tra eur/usd per i prossimi tre mesi a quota $1,20

"Con l'attuale struttura e con l'attuale composizione (dell'Eurozona), l'euro non funzionerà. Bisognerà cambiare o l'attuale struttura, o i membri dovranno cambiare", si legge nel rapporto della banca svizzera, che poi avverte: "riteniamo che la crisi dei debiti sovrani in Eurozona sia entrata in una fase più pericolosa".

UBS ritiene inoltre che i segnali che sono arrivati da Washington le scorse settimane rimangano poco chiari. Dunque, "per prima cosa, i politici e le autorità in generale devono fare di più per rivitalizzare l'Eurozona e per ripristinare, più in generale, la fiducia degli investitori. Ciò significa proteggere in modo più forte le banche con capitali più forti, espandere il fondo EFSF/ESM per finanziare la ricapitalizzazione delle stesse e sostenere i mercati dei bond europei". Ancora, è necessario che si adottino ulteriori misure di austerity nei paesi dell'Eurozona considerati a "rischio".

In realtà, proprio in concomitanza con le parole degli analisti di UBS, circolano rumor di un piano straordinario per aiutare le banche e anche della volontà di Bce e Fmi di evitare il crack dell'euro, alzando il valore del fondo di bailout fino a tremila miliardi.

Ma, evidentemente, UBS vuole vedere maggior concretezza al di là di queste indiscrezioni. E proprio la sua sfiducia riguardo alla politica economica dell'Europa la porta ad affermare che la probabilità è che la crisi si intensificherà, prima che la politica riesca a intervenire nel modo di cui c'è bisogno".

Parlando alla fine dello scenario peggiore che si potrebbe verificare, ovvero quello della recessione, sottolinea "nonostante le diffuse interpretazioni secondo cui i titoli azionari sono convenienti, che una recessione globale potrebbe portare i titoli a perdere un altro 20-30%.


________

Riprendendo l'articolo del Wall Street Italia, a questo punto molti si domanderanno se sia un bene o un male che il cambio abbia a subire queste possibili variazioni al ribasso per la valuta Euro.
Dobbiamo valutare questi aspetti sui possibili vantaggi che avranno le nostre esportazioni a svantaggio delle importazioni?
O forse la risposta a questi comportamenti va cercata altrove?
Tutto questo avrà a che fare anche con la possibile crescita, nuova occupazione, o è solo "finanza"?

Mi torna spesso in mente il concetto di "New normal", teorizzata negli anni scorsi da Bill Gross, uno dei fondatori della più grande società di asset management del mondo, a significare che la recessione ha alterato in modo strutturale il mercato del lavoro. Teoria quanto mai attuale in questi giorni.

La conseguenza è che dobbiamo scordarci la piena occupazione, i grandi profitti e gli alti dividendi?

Staremo a vedere...

Il mio solito consiglio: Tra Verità e Menzogna...restate "Ad occhi aperti!"

Il vostro amico

Pinocchio & Giò

lunedì 26 settembre 2011

I denti della Casta..."Il riso abbonda..."





Carissimi lettori di Tra Verità e Menzogna, mi è pervenuta questa informativa da alcuni amici, con la richiesta di farla circolare.

Non ho potuto verificare da fonti giornalistiche o altro, la veridicità o meno del contenuto, credo comunque del tutto attendibile.

Se qualcuno ha elementi certi per rettificare me lo faccia cortesemente sapere tra i commenti, così che a mia volta possa darne risalto.

Del resto non ci possiamo più meravigliare di nulla.

Come sempre Tra Verità e Menzogna...restate" Ad occhi Aperti!"

Il vostro amico

Pinocchio & Giò

_______________________

Questa è la casta che non si tocca!


Omeopatia, dentista e psicologo tutti i rimborsi per i deputati

12 aprile 2011


Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti
l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per
cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui
prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza
privata finanziata da Montecitorio.

A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali che da tempo svolgono una
campagna di trasparenza denominata Parlamento WikiLeaks.
Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non
solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per
volontà dell'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i
conviventi more uxorio.
Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso comple ssivamente 10
milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche.
Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in
ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche
private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per
fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila
euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai
problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), 28mila e
138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche
fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno
chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153mila
euro di ticket.
Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati,
tuttavia, sono stati desegretati. "Abbiamo chiesto - dice la Bernardini -
quanti e quali importi s! ono stat i spesi nell'ultimo triennio per alcune
prestazioni previste dal 'fondo di solidarietà sanitarià come ad esempio
balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura
(ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l'importo degli interventi per
chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li
hanno voluti dare". Perché queste informazioni restano riservate, non
accessibili?
Cosa c'è da nascondere?
Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: "Il
sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla
Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto
del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda
non può comportare la necessità di un'attività di elaborazione dei dati da
parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire
le informazioni secondo le modalità richieste".
Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. "Non ritengo -
spiega la deputata Rita Bernardini - che la Camera debba provvedere a dare
una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela
per conto proprio avendo gia l'assistenza che hanno tutti i cittadini
italiani.
Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un
privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di
25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata. Non si capisce
perché questa 'mutua integrativà la debba pagare la Camera facendola
gestire direttamente dai Questori". "Secondo noi - aggiunge - basterebbe
semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività
dieci milioni di euro all'anno".

Mentre a noi tagliano sull'assistenza sanitaria e sociale è deprimente
scoprire che alla casta rimborsano anche massaggi e chirurgie plastiche private
- è il commento del presidente dell'ADICO, Carlo Garofolini - e sempre nel
massimo silenzio di tutti.

martedì 20 settembre 2011

Politik , PaperoniK ...tutto come da programma! Alla fine pagherà il solito sfigato ( ma simpatico) Paperino




Carissimi lettori di Tra Verità e Menzogna,
per chi è attento e ha occhi per vedere e orecchie per sentire,molto probabilmente oggi ha capito,( speriamo sia la volta buona) in che mani siamo finiti.

Non parlo solo dell'Italia, ma dell'intero sistema economico -finanziario.

I nostri politici sono di una tristezza e di una incompetenza che non ha limiti.
Da qualsiasi parte ti giri trovi l'avanzare del degrado, dell'emergere dell'emblema della prostituzione, mascherata da bellezza portata d'esempio.

Neanche Caligola nell'antica Roma si permise tanto.

I nostri giovani stanno guardando noi più anziani e si stanno domandando come mai abbiamo permesso e continuiamo a permettere tutto questo.

La Politica e i ricchi Paperoni ,quelli con la "K", che del lavoro altrui hanno fatto la loro fortuna senza poi far ritornare niente al popolo, lussuriosi quali sono, verranno seppelliiti con tutti i loro averi, e i topi del Pifferaio magico si sazieranno di loro....

Queste persone, che hanno tutte un nome ed un cognome, dovrebbero una volta decedute essere imbalsamate e messe in un " Museo della Vergogna " affinchè tutti abbiano a ricordare ciò che nella vita sono stati.

E dopo questo mio sfogo, entriamo un po' più nei dettagli tecnici.

Alcuni richiami di oggi per poi concludere riportandovi lo studio Leap 2020 / Geab 57, della cui traduzione si ringrazia Felice Capretta e il suo staff nel suo blog Informazione Scorretta.

Attenti al botto, l'autunno è ormai alle porte e si preannuncia un rigido inverno.

Tutto quello che sta accadendo è da programma ...Paperino alla fine pagherà per tutti e tutti continueranno a volergli bene, proprio perchè senza Paperino anche PaperoniK e i PolitiK ben poco potrebbero fare, soprattutto " per loro stessi " ottenere.

_________________________


1) S&P declassa l'Italia : L’agenzia Usa taglia il rating a A da A+, con outlook negativo. La decisione a sorpresa precede quella attesa a ottobre da Moody's. Standard & Poor's mette in guardia i mercati sul deterioramento dell’economia italiana e sulla fragilita' del governo. L'incertezza politica blocca il paese. Giudizi negativi sulla manovra, inadeguata a garantire la crescita. Da oggi gli interessi sul debito pubblico costano di piu'. L’euro perde terreno ( fonte Wall Street Italia)

2)LA SIEMENS NON SI FIDA PIU' DELLE BANCHE FRANCESI. LA SOCIETA' HA APERTO UNA BANCA CON IL SOLO FINE DI AVERE UN CONTO DIRETTO CON LA BCE PER RIDURRE I RISCHI DI AVERE I SUOI SOLDI PRESSO UNA BANCA EUROPEA.
LA DOMANDA CHE DOVREMMO FARCI TUTTI E':
MA SE UN BANCHIERE COME PASSERA AVVISA CHE L'ITALIA POTREBBE FALLIRE
E SE UN' AZIENDA COME SIEMENS NON SI FIDA PIU' DELLA SUA BANCA IN FRANCIA (O SCO GENERALE O CREDIT AGRICOLE)COME POSSIAMO PERMETTERE CHE TUTTI I RISPARMI DI UNA VITA SIANO DEPOSITATI PRESSO UNA BANCA CHE RISIEDE IN ITALIA!
NESSUNO SI FIDA PIU'...COME CORRENTISTA DOVRESTI PRETENDERE IN GARANZIA DEI SOLDI CHE LASCI PRESSO LA BANCA UN IMMOBILE O UN BENE REALE ...O RICHIEDERE UN TASSO DI REMUNERAZIONE DEL 10% E ANCHE PIU'!!!
SE IO LASCIO I MIEI SOLDI IN BANCA NON MI DANNO IN PEGNO NEPPURE UNA FILIALE..MA SE IO CHIEDO UN MUTUO...LE BANCHE MI CHIEDONO IN PEGNO ANCHE LA CASA DELLA NONNA.( fonte Mercato Libero)

____________________________________


Parte pubblica del GEAB 57.


GEAB N. 57 - Crisi sistemica globale - Quarto trimestre 2011: fusione esplosiva delle attività finanziarie globali

Come anticipato da LEAP/E2020 fin dal Novembre del 2010, e spesso ripetuto fino a Giugno del 2011, la seconda metà del 2011 è iniziata con un’improvvisa e più grande ricaduta nella crisi.

Quasi 10.000 dei 15.000 miliardi di Dollari di assets fantasma annunciati nel GEAB N. 56, sono già andati in fumo. Il resto (e probabilmente molto di più) sparirà nel quarto trimestre del 2011, che sarà segnato da ciò che il nostro team chiama "fusione esplosiva delle attività finanziarie globali".

I due maggiori centri finanziari mondiali, Wall Street a New York e la City a Londra, saranno i "reattori preferiti" di questa fusione.

E, come predetto da LEAP/E2020 per parecchi mesi, è proprio la soluzione ai problemi del debito pubblico in alcuni paesi di Eurolandia che consentirà a questa reazione di raggiungere la massa critica, dopo la quale nulla sarà più controllabile; ma il carico di carburante che alimenterà la reazione e la trasformerà in un vero e proprio shock globale (1) si trova negli Stati Uniti. Dal Luglio del 2011 abbiamo solo iniziato il processo che ha portato a questa situazione: il peggio è davanti a noi, ed è molto vicino!

In questo numero abbiamo scelto di affrontare, molto direttamente, la grande manipolazione organizzata intorno alla crisi greca ed all'Euro (2), nel mentre descriviamo il suo legame diretto con il processo di fusione esplosiva delle attività finanziarie in tutto il mondo.

Sempre in questo numero, LEAP/E2020 presenta le sue previsioni per il mercato dell'oro nel periodo 2012-2014, così come l’analisi sul neo-protezionismo che sarà introdotto a partire dalla fine del 2012. In aggiunta alle nostre raccomandazioni mensili sulla Svizzera ed il Franco svizzero, sulle valute, sull’immobiliare e sui mercati finanziari, presentiamo anche la nostra consulenza strategica per i leaders del G20, a meno di due mesi dal vertice del G20 che si terrà a Cannes.

Crisi greca ed Euro: dettaglio dell’enorme manipolazione in corso.

Ma torniamo alla Grecia ed a ciò che comincia ad essere una "ripetitiva vecchia storia” (3) che, come abbiamo già spiegato, torna sul palcoscenico dei media ogni volta che Washington e Londra sono in grave difficoltà (4).

Inoltre, ed in coincidenza, l'Estate è stata disastrosa per gli Stati Uniti, che ora sono in recessione (5); in effetti si è visto il taglio del loro rating (un evento ritenuto impensabile, solo sei mesi fa, da parte di tutti gli "esperti") e si è resa evidente, ad un mondo stupito, la diffusa paralisi delle loro politiche di sistema (6), pur essendo tutti gli altri incapaci di mettere in atto qualsiasi seria misura per ridurre i loro rispettivi deficits (7).

Allo stesso tempo, il Regno Unito sta sprofondando nella depressione (8), con scontri di rara violenza, una politica di austerità che non riesce a controllare il deficit di bilancio (9), mentre precipita il paese in una crisi sociale senza precedenti (10), con una coalizione di governo che non sa nemmeno perché governa insieme, con sullo sfondo lo scandalo della collusione tra i leaders politici e l'impero di Murdoch.

Nessun dubbio, in un tale contesto, che tutto era maturo per un rilancio dei media sulla crisi greca e sul suo corollario, la fine dell’Euro!

Se LEAP/E2020 dovesse riassumere lo scenario nello "stile Hollywood o Fox News" (11), avremmo la seguente trama: "Mentre l’iceberg Stati Uniti sta speronando il Titanic, l'equipaggio guida i passeggeri alla caccia di pericolosi terroristi greci che potrebbero avere nascosto delle bombe a bordo!".

In termini di propaganda, è una ricetta ben nota: si tratta di un diversivo per permettere, innanzitutto, il salvataggio dei passeggeri che si vogliono salvare (l'elite informata, consapevole che non ci sono terroristi greci a bordo), poiché non tutti possono essere salvati, e poi nascondere la vera natura del problema per tutto il tempo possibile, per evitare una rivolta a bordo (inclusi alcuni membri dell'equipaggio, che credono sinceramente che ci siano davvero delle bombe a bordo).

Concentrandosi sui retroscena, dobbiamo sottolineare che i "promotori" di una crisi greca, presentata come fatale per l'Euro, hanno ripetuto il concetto per quasi due anni, senza che nessuna delle loro previsioni si sia avverata (12 ).

I fatti sono chiari: nonostante il clamore dei media, che avrebbero visto la fuoriuscita di molte economie e delle loro valute (13), l'Euro è stabile, Eurolandia è cresciuta a passi da gigante in termini d’integrazione (14), e si appresta ad irrompere in modo ancor più spettacolare verso nuovi territori (15); i paesi emergenti continuano la riconversione dei T-bonds USA e comprano il debito di Eurolandia, mentre l'uscita della Grecia dall’Eurozona è ancora completamente al di là di qualsiasi considerazione, se non negli articoli dei media anglosassoni, i cui giornalisti non hanno in generale alcuna idea delle funzioni dell'Unione Europea, ed ancor meno delle forti tendenze che la determinano.

Ora, il nostro team non può far nulla per coloro che vogliono continuare a perdere soldi scommettendo sul crollo dell’Euro (16), sulla parità Euro-Dollaro, o sull’uscita da Eurolandia dalla Grecia (17).

Queste persone sono le stesse che hanno speso molti soldi per proteggersi dalla cosiddetta "epidemia globale H1N1" che esperti, politici e media di ogni tipo hanno "venduto" per mesi alle persone di tutto il mondo, e che si è rivelata essere un’enorme farsa alimentata in parte da aziende farmaceutiche e dalle cricche di esperti ai loro ordini (18).

Il resto, come sempre, è autoalimentato dalla mancanza di pensiero (19), dal sensazionalismo e dal conformismo dei media tradizionali.

Nel caso della crisi Euro-Grecia, lo scenario è similare, con Wall Street e City nel ruolo delle aziende farmaceutiche (20).

Quando Wall Street e la City entrano nel panico davanti alle soluzioni ideate per Eurolandia

Infatti, ricordiamo che ciò che spaventa Wall Street e la City sono le lezioni che i leaders ed il popolo di Eurolandia hanno appreso da questi tre anni di crisi e dalle soluzioni inefficaci che sono state applicate.

La natura di Eurolandia crea uno spazio di discussione senza equivalenti nella capacità d’intendere dell’elite e dell’opinione pubblica americana e britannica. Ed è questo che disturba Wall Street e la City, che cercano sistematicamente di eliminare questo spazio di discussione, sia cercando di creare il panico annunciando la fine dell’Euro, per esempio, o riducendo questo spazio ad una mera perdita di tempo, evidenziando l’inefficacia di Eurolandia, la sua incapacità di risolvere la crisi.

Il che è un peccato data la paralisi prevalente a Washington!

Tuttavia, è proprio questo spazio di discussione che permette agli Eurolanders di procedere lungo la strada che porta alla soluzione duratura della crisi attuale.

Questo spazio di discussione è parte integrante della costruzione europea, dove visioni opposte sia sui metodi che sulle soluzioni si confrontano, prima di arrivare ad un compromesso finale (come dimostrato dalle importanti decisioni prese nel Maggio del 2010).

Così si allarga il dibattito a tutta una serie di partecipanti, provenienti da 17 paesi diversi (21), da diverse istituzioni comuni, e così il dibattito si radica nelle discussioni di diciassette opinioni pubbliche.

Ma è dallo scontro di idee che emerge la luce: riguardo lo scontro brutale delle idee, il filosofo greco Eraclito diceva, 2500 anni fa: "di alcuni fa degli dei, di alcuni degli uomini; di alcuni degli schiavi, degli altri degli uomini liberi". Ma i cittadini di Eurolandia si rifiutano di lasciare che questa crisi li trasformi in schiavi, e per questo il dibattito attuale in Europa è necessario ed utile.

In tre anni, tra il 2008 ed il 2011, essi hanno fatto due cose essenziali per il futuro:

* - hanno rilanciato l'integrazione europea intorno ad Eurolandia, e d'ora in poi l’hanno posta su un percorso accelerato. Il nostro team si aspetta ora una forte ripresa della politica europea, a partire dalla fine del 2012 (simile al periodo 1984-1985), tra cui un trattato d’integrazione politica, che sarà sottoposto a referendum a livello Eurolandia per il 2015 (22)

* - hanno permesso l'emersione graduale di due idee semplici, ma molto forti: salvare le banche private non è di alcuna utilità per risolvere la crisi, ed è necessario che i mercati (vale a dire essenzialmente i grandi operatori finanziari di Wall Street e della City) si assumano pienamente i loro rischi, senza alcuna ulteriore garanzia da parte dello Stato. Oggi, queste due idee sono al centro del dibattito in Eurolandia, sia nell'opinione pubblica che nell'elite ... e guadagnano terreno ogni giorno di più.

Questo è ciò che provoca paura a Wall Street, nella City e tra i maggiori operatori finanziari privati.

Questo è lo stoppino, quasi del tutto bruciato, che attiverà la fusione esplosiva delle attività finanziarie globali nel quarto trimestre (nel contesto prevalente della recessione degli Stati Uniti e della sua incapacità di ridurre il deficit pubblico).

Se i mercati cominciano a prevedere un calo del 50% dei titoli greci e spagnoli, è perché essi hanno veramente intuito la direzione che gli eventi stanno prendendo in Eurolandia.

Per LEAP/E2020 non c'è dubbio che le menti siano mature, per la maggior parte di Eurolandia, a che ai creditori privati ​​venga chiesto di pagare il 50%, o anche di più, per poter risolvere i problemi del debito pubblico.

Questo sarà senza dubbio un problema per le banche europee, ma riuscirà senz’altro a proteggere i depositanti. Gli azionisti dovranno assumersi la piena responsabilità: il che, poi, è veramente il fondamento del capitalismo!

Wall Street e la City, ed i loro intermediari nei media, vogliono disperatamente che questo dibattito non abbia luogo, che si concluda nel panico, in modo che i governi siano costretti ad ascoltare i loro "esperti", che li assicurino che l'unica via sia quella di continuare a ricapitalizzare le banche, di inondarle di liquidità (23) ... come per Washington e Londra.

Due paesi nei quali queste stesse istituzioni finanziarie regnano sovrane nel governo.

Tra l'altro, la battaglia infuria intorno alla BCE, come abbiamo accennato in un GEAB precedente: la nomina di Mario Draghi, un ex della Goldman Sachs, le dimissioni del Jurgend Stark (24) ... derivano da questi tentativi di mettere Francoforte sotto la stessa tutela di Londra e Washington. Ma sono condannati fin dall'inizio, in virtù di questo forum aperto, strutturalmente inscritto nella costruzione europea, dove le discussioni sono alimentate dalle politiche fallimentari del 2008, e dalla crescente irruzione dell’opinione pubblica nel dibattito.

"Chi va piano va sano e va lontano" (25), come dicono gli italiani.

Questa crisi è di proporzioni storiche, come abbiamo detto fin dal Febbraio del 2006.

I passi da intraprendere per attraversarla nel miglior modo possibile e per uscirne più forti (uomini liberi e non schiavi, per citare Eraclito), richiedono quindi una discussione seria e profonda (26) ... e quindi del tempo.

Ed il tempo impiegato dagli Eurolanders, è denaro perso per i mercati ... il che spiega le loro paure. LEAP/E2020 pensa, naturalmente, che è anche necessario agire, e noi abbiamo fatto notare dal Maggio 2010 che le azioni intraprese da Eurolandia sono state di una grandezza senza precedenti nella recente storia europea. E noi crediamo che sia necessario del tempo prima di attuare il secondo pacchetto di aiuti alla Grecia. Per il resto, sappiamo anche che i leaders attuali sono per lo più "al limite", e che sarà necessario attendere fino a metà del 2012 per assistere ad un nuovo, vigoroso impulso all’integrazione di Eurolandia (27).

Nel frattempo, con 340 miliardi di Dollari di rifinanziamento da trovare nel 2012 (28), le banche europee ed americane continueranno ad uccidersi a vicenda, cercando di mantenere la situazione pre-crisi, che ha dato loro l’illimitato sostegno delle Banca Centrali. Per quanto riguarda Eurolandia, esse potrebbero avere una brutta sorpresa.


Il quarto trimestre 2011 segna la fine dei due paradigmi-chiave del mondo pre-crisi

La fusione esplosiva del quarto trimestre sarà così il risultato diretto di un incontro tra due nuove realtà che contraddicono due condizioni di base dell'esistenza del mondo pre-crisi:

* uno, nato in Europa, consiste oggi nel rifiutare l'idea che gli ​​operatori finanziari privati, di cui Wall Street e City sono l’incarnazione per eccellenza, non siano pienamente responsabili dei rischi che corrono. Eppure, per decenni, era questa l'idea prevalente che ha alimentato l'enorme crescita dell'economia finanziaria: "testa io vinco, croce tu mi salvi". Anche l'esistenza delle grandi banche occidentali e delle compagnie di assicurazione è diventata intrinsecamente legata a questa certezza. I bilanci dei maggiori operatori di Wall Street e della City (e di molte grandi banche giapponesi e di Eurolandia) non sono in grado di resistere a questo tremendo cambiamento di paradigma (29).

* l'altro, generato negli Stati Uniti, è la fine del motore americano come propulsore della crescita globale (30), nel contesto della completa paralisi politica del paese che, di fatto, chiuderà il 2011 come la Grecia ha chiuso il 2009: il mondo scoprirà a poco a poco che il paese ha un debito che non può più sostenere, che i suoi creditori non sono più disposti a prestare denaro, che la sua economia non è più in grado di far fronte ad una significativa austerità senza precipitare in una profonda depressione (31). In un certo senso, l'analogia può essere ulteriormente portata avanti: proprio come l'Unione Europea e le banche che, dal 1982 al 2009, hanno liberamente concesso prestiti alla Grecia ... e senza essere pressanti riguardo i conti, analogamente nello stesso periodo il mondo ha liberamente concesso prestiti agli Stati Uniti, credendo alle promesse dei suoi leaders riguardo lo stato dell'economia e delle finanze del paese.

Ed in entrambi i casi il denaro è stato sprecato nel boom immobiliare senza futuro, in politiche clientelari stravaganti (negli Stati Uniti clientelismo vuol dire Wall Street, industria petrolifera, fornitori di servizi sanitari) e nelle spese militari improduttive.

Ed in entrambi i casi, si scopre che pochi trimestri non possono riparare decenni di incoscienza.

La «tempesta perfetta» politico-finanziaria del Novembre 2011

Così, nel Novembre 2011, gli Stati Uniti si preparano ad una "tempesta perfetta" politico-finanziaria, che farà sembrare i problemi estivi una leggera brezza marina.

I sei elementi della futura crisi stanno già arrivando tutti insieme (32):

1 - il "super comitato" (33) responsabile delle decisioni sui tagli di bilancio sui quali non c'era accordo quest'Estate, si rivelerà incapace di risolvere le tensioni tra le due parti (34).

2 - i tagli di bilancio automatici da realizzare in caso di mancato accordo, si tradurranno in una grave crisi politica a Washington, ed aumenteranno le tensioni, soprattutto con i militari ed i destinatari delle prestazioni sociali. Allo stesso tempo questa "funzione automatica" (una vera e propria abdicazione al potere decisionale da parte del Congresso e della presidenza degli Stati Uniti) genera gravi perturbazioni nel funzionamento del sistema statale.

3 - le altre agenzie di rating si uniranno a S&P nel declassamento del rating degli Stati Uniti e la riconversione dei T-bonds USA accelererà, con la consapevolezza che gli Stati Uniti ora dipendono principalmente dal finanziamento a breve termine (35).

4 - l'incapacità della Fed di fare qualcosa, se non parlare e manipolare il mercato azionario e quello dei prezzi della benzina negli Stati Uniti (36), rende ora qualsiasi "salvataggio" last-minute impossibile

5 - nei prossimi tre mesi il deficit pubblico degli Stati Uniti aumenterà drammaticamente visto che le entrate fiscali sono già in procinto di crollare sotto l'impatto della ricaduta in recessione (37). In altre parole, l’aumentato tetto del debito pubblico votato poche settimane fa, sarà raggiunto ben prima delle elezioni di Novembre 2012 (38) ... e questa informazione si diffonderà a macchia d'olio nel quarto trimestre del 2011 ... rafforzando i timori di tutti gli investitori di vedere gli Stati Uniti seguire l'esempio di Eurolandia con la Grecia, forzando i suoi creditori a perdite pesanti.

6 - Il nuovo piano di Barack Obama per la lotta alla disoccupazione non avrà alcun effetto significativo. Da un lato esso non è all'altezza della sfida e, per questo motivo, non può chiamare a raccolta le energie del paese e, dall'altro, sarà fatto a pezzi dai repubblicani che manterranno solo i tagli fiscali ... L'unico risultato sarà quello di aumentare il debito del paese ancora di più (39).

I collegamenti del super-comitato per il debito USA con i lobbisti di Washington - Fonte: Washington Post, 09/2011

Così, per LEAP/E2020, è una combinazione di tutti questi elementi che, alla fine del 2011, attiverà questo importante shock finanziario ... una sorta di shock finale che spingerà il pianeta fuori dal mondo pre-crisi per sempre.

Ma il mondo post-crisi è ancora da costruire, perché sono molti i futuri possibili, a partire dal 2012. Come Franck Biancheri ha anticipato nel suo libro, il periodo 2012-2016 è un crocevia storico. Bisogna cercare di non sbagliare il percorso (40)!


Note:


(1) Per ora, come abbiamo detto per diversi trimestri, l'isteria che circonda la crisi finanziaria greca riguarda soprattutto il campo della propaganda e della manipolazione. Per rendersene conto è sufficiente rilevare che, fuori della Grecia, nessun cittadino di Eurolandia si renderebbe conto che c'è una crisi in Grecia, se i media non ne facessero regolarmente oggetto nei loro titoli. Mentre negli Stati Uniti le devastazioni quotidiane della crisi non hanno bisogno della copertura mediatica per farsi sentire pesantemente dalle decine di milioni di americani.
(2) Visto che si cerca di confondere e manipolare la percezione della realtà mentre, al contrario, il nostro lavoro cerca di rivelare quella stessa realtà.
(3) Ogni 3 o 4 mesi, abbiamo un "puff" sulla crisi greca/fine dell'euro, che svanisce rapidamente esattamente così come è arrivata, quando tutti scoprono che non succede niente altro che la continuazione del tortuoso processo decisionale di Eurolandia riguardo la lenta uscita della Grecia dal buco nero del bilancio. I “grilletti” variano, naturalmente, altrimenti non avrebbero più funzionato con il pubblico: un trimestre si userà "la rivolta dei Greci contro l’austerità "per spiegare che tutto andrà in fiamme ... compreso l'euro (la sequenza che porta da Atene a tutta Eurolandia è sempre molto vaga e semplicistica, ma non importa, perché i giornalisti non fanno domande), quello successivo, come questa estate, per esempio, si userà un crollo del mercato azionario per identificare il colpevole ... la Grecia ... mille volte più importante, naturalmente, di eventi insignificanti come l'entrata degli Stati Uniti in recessione e il downgrade del credito degli Stati Uniti! E così via. Gli dei greci sono decisamente ancora vivi e molto potenti per far si che il mondo tremi in questo modo!
(4) Si guardi questo estratto dal GEAB N° 51
(5) Fonti: Market Watch, 2011/09/14, New York Times, 2011/09/13, USA Today, 2011/09/07, La Tribune, 2011/09/05, Mish’s, 2011/08/29; USA Today, 2011/08/29; CNBC, 2011/06/17
(6) Che non ha sorpreso i lettori GEAB, in quanto nel N° 49 del Novembre 2010 avevamo previsto "la diffusa paralisi politica e l'ingresso degli Stati Uniti nell’austerità nel 2011".
(7) Per rilassarsi su un argomento serio, date un'occhiata a questa clip rap di un tema molto politico "Alza il tetto del debito". Fonte: Telegraph, 2011/07/29
(8) Fonte: Telegraph, 2011/08/31
(9) Così, sommando debito privato e debito pubblico, il Regno Unito è il paese più indebitato del mondo. Fonte: Arab Money, 2011/08/28
(10) Le organizzazioni caritative ed umanitarie del Paese stanno attualmente lottando per la propria sopravvivenza economica, a causa della mancanza di donazioni e sovvenzioni. Fonte: The Guardian, 2011/08/02.
(11) I due trattano le notizie più o meno allo stesso modo.
(12) Anche la Svizzera, da ora in poi, "ancorerà" la propria valuta all'euro – il che dovrebbe portare gli euroscettici a pensare come in questo titolo dello Spiegel, il 2011/09/07.
(13) Immaginate lo stato del dollaro o della sterlina, se i media e gli esperti avessero dedicato la stessa energia a descrivere e fantasticare su tutti i problemi degli Stati Uniti o del Regno Unito. Se, per esempio, si traessero le stesse conclusioni riguardo la Gran Bretagna, in occasione degli scontri di questa estate, come quelle tratte per le manifestazioni greche, davvero ragionevoli (rispetto alla violenza inglese).
(14) Così, l'UE ha significativamente aumentato il budget per la ricerca, mentre la “stretta” è aumentata negli Stati Uniti. Fonte: Nature, 2011/07/05.
(15) Anche il Wall Street Journal del 2011/09/12, sospettato di acuta Europhilia, riconosce che Eurolandia sta per passare ad una nuova fase d’integrazione, attraverso un nuovo trattato. Lo Spiegel del 2011/02/09 conferma questa tendenza.
(16) John Tammy ha chiaramente spiegato nel Real Clear Markets del 25/08/2011: «Il problema dell'Europa non è in realtà l'euro».
(17) Ribadiamo qui che la metodologia dell'anticipazione politica, su cui si basa il lavoro di LEAP/E2020, non si permette il lusso di confondere i suoi sogni (o incubi) con la realtà (l’approccio ideologico per eccellenza), ma è un processo decisionale saldamente radicato nel mondo reale. E consigliamo ai lettori di tenere in mente un test molto semplice per distinguere tra i due approcci, e quindi determinare quale grado di fiducia si può dare ad un'analisi sull'evoluzione della crisi: le analisi del passato hanno regolarmente permesso le previsioni sugli sviluppi della crisi in modo preciso? O realmente, al contrario, poco o nulla di quanto annunciato si è avverato? Tocca a voi, quindi, scegliere quello che si desidera utilizzare nel prendere decisioni, ma almeno lo farete consapevolmente!
(18) Per quanto riguarda l'attuale crisi, LEAP/E2020 ritiene che la crescente consapevolezza, tra i leader di Eurolandia e l'opinione pubblica, del fatto che ci sia, quanto meno, un’operazione di propaganda proveniente da oltre Manica e dall'Atlantico destinata ad “uccidere la fiducia nell'area euro", si tradurrà in una profonda revisione della credibilità dei giornalisti e degli esperti che si occupano della crisi, nel prossimo anno. Ed Eurolandia che credeva, fino a poco tempo fa, di trovarsi ancora in piena fratellanza con Stati Uniti e Regno Unito, sta trovando che le cose siano molto più complicate. Nel 2012 noi pensiamo, quindi, che alcuni media di Eurolandia cominceranno a mettere in discussione l'oggettività ed anche l'onestà di quei giornalisti, addestrati quasi esclusivamente negli Stati Uniti o nel Regno Unito e/o nei principali media anglosassoni, in prima fila nell'attacco contro l'Euro. France24, dove la situazione sopra descritta è molto comune, ha appena fornito un ottimo esempio. Intervistando il Presidente del MEDEF riguardo le sue affermazioni circa un complotto americano nei confronti dell'euro (France24, 2011/05/09), la giornalista Stéphanie Antoine lanciò dei dubbi, senza alcuna argomentazione, riguardo la posizione di Laurence Parisot, con l'aggiunta di eloquenti espressioni per dimostrare che non credeva ad una sola parola di quello che egli diceva. Stéphanie Antoine, CV su Wikipediaspeaks: ha lavorato a New York e Londra per la ABC, CNBC e Bloomberg. Dal momento che Laurence Parisot accusava i media statunitensi, in particolare, meglio si comprende l'obiettività della giornalista su questo argomento. Per il nostro team è chiaro che i giornalisti e gli esperti con questo tipo di background, principalmente statunitense ed inglese, saranno progressivamente messi da parte durante il prossimo anno in tutti i principali media di Eurolandia. Anche in questo settore il mondo pre-crisi è in corso di sparizione.
(19) C’è un buon esempio nel colloquio con l'ex ministro delle finanze tedesco, Peer Steinbrück, fatto da due giornalisti dello Spiegel il 2011/09/12. Il primo scambio di battute è significativo: i giornalisti dicono che l'euro non può essere salvato. L'ex ministro chiede loro da dove traggono questa "verità", ed i giornalisti si giustificano ripetendo il cliché sparso dagli euroscettici per anni: "perché, in realtà, non può funzionare a causa delle nostre economie che sono diverse". Due sono gli insegnamenti da trarre da questo esempio: la posizione stessa dei giornalisti intesi come "esperti" ... è infatti il politico che ha intervistato loro per porre domande circa la legittimità delle loro richieste; ed, in fatto di competenza, hanno solo ripetuto la retorica, senza alcuna analisi, del soggetto con cui sono chiamati ad avere a che fare. Si tratta, purtroppo, della situazione che ha prevalso per mesi sui media europei riguardo questo tema. In difesa dei giornalisti, diciamo che sono vittime della incapacità degli attuali leaders di Eurolandia di proporre una visione di lungo termine. Questo semplice fatto dissiperebbe la "nebbia di guerra" in un secondo. Inoltre, i commenti di Peer Steinbrück sono molto interessanti e descrivono, secondo l’ottica di LEAP/E2020, il processo dei prossimi mesi molto accuratamente.
(20) E gli euroscettici di destra e di sinistra, che lavorano attivamente sul continente europeo, credono di aver trovato la giustificazione per le loro analisi, anche se sono smentiti quotidianamente dai fatti e dal progresso dell'integrazione europea. Sarebbe più saggio concentrarsi su come ottenere una governance più democratica di Eurolandia, piuttosto che sognare la "torta in cielo", che è già stata consegnata all'oblio della storia.
(21) Si legga l'articolo molto interessante preso dal Vanguardia di PressEurop del 2011/09/08, riguardo due diversi modi di essere in crisi, con la messa a confronto di Italia e Spagna.
(22) Entro la fine del 2011 torneremo con una previsione dettagliata sui cambiamenti di Eurolandia, fino all'orizzonte del 2015, ma una cosa è certa: Londra non può più opporsi, e vedremo nelle prossime settimane che il Regno Unito può solo cercare di negoziare alcuni benefici, in cambio della sua inevitabile approvazione ad una maggiore integrazione di Eurolandia. Inoltre, Londra non può permettersi la minima scossa economica aggiuntiva per non vedere il crollo dell'economia britannica. Fonte: Telegraph, 2011/09/15
(23) La decisione delle banche centrali occidentali del 2011/09/15 di inondare ancora una volta di dollari le grandi banche, avrà un effetto più duraturo rispetto a prima. Ciò conferma solo lo stato molto fragile di tutte queste istituzioni finanziarie ... supposto che avessero superato lo "stress test" che garantisce la loro solidità. Per il resto, questa decisione spinge le banche dell'Eurozona a prestare in Euro: il 2012 dovrebbe vedere questa situazione stabilizzarsi rapidamente. Fonti: MarketWatch, 2011/09/15, Les Echos, 2011/09/12
(24) Ma non solo: con Weber e Stark, stiamo anche assistendo alla fine della generazione dei "Bundesbankers" della FRG. La loro visione delle cose era certamente appropriata per la gestione della Banca Centrale Tedesca Occidentale, ma le sfide della BCE per i prossimi anni sono di un ordine diverso. La generazione "Erasmus" dei banchieri centrali deve ora prendere il loro posto. E qualunque sia la sua fede, questa generazione conosce l'importanza strategica del dibattito tra gli europei, prima di intraprendere importanti riforme. Tra le urgenze della crisi ed il necessario sostanziale dibattito tra gli europei, è il momento di sostituire le elites francesi e tedesche, in particolare, dal momento che sono al centro del processo: non più certezze "scientifiche", per gli esperti/politici tedeschi, e la fine della lucida arroganza dei tecnocrati/decisori francesi. Su entrambi i lati, abbiamo bisogno di persone che sappiano lavorare con il team di Eurolandia: una qualità che tutti gli Eurolanders dovrebbero tenere a mente prima di entusiasmarsi per i loro prossimi leaders.
(25) «La lentezza vince la gara»
(26) Questo è il grande sviluppo, in Germania, del dibattito del 2011 sulla crisi: fine della delusione del 2010 riguardo il ritorno al marco, in Germania vi è ora un vero e serio dibattito sul modo migliore di garantire il successo al prossimo passo dell’integrazione di Eurolandia. E' un peccato che un tale dibattito non esista in Francia. Sarà necessario attendere l'elezione del candidato socialista, a maggio del 2012, per passare a questa fase. A quell’epoca, i due paesi potranno ancora assumere un vero ruolo di guida. Attualmente stanno giocando prevalentemente in posizione difensiva: è necessario, ma non sufficiente per il 2012.
(27) Detto questo, gli Eurobonds sono ora a portata di mano. Fonte: MarketWatch, 2011/08/30
(28) Fonte: International Financing Review, 2011/02/09
(29) Dall’estate del 2011 i maltrattati hedge funds se ne stanno già andando. Fonte: Les Echos, 2011/09/01
(30) Vale la pena leggere questo interessante articolo pubblicato sul The Nation del 2011/07/19, che descrive il passaggio degli Stati Uniti dalla prosperità di massa alla lunga recessione nel giro di 50 anni.
(31) Le famiglie americane hanno persino più debiti del loro Governo! Fonti: MSNBC, 2011/09/09, AlJazeera, 2011/09/04, Yahoo Finance, 2011/07/28
(32) Nel prossimo numero del GEAB, il nostro team espanderà le sue previsioni sugli Stati Uniti fino all'orizzonte del 2015.
(33) Fonte: Washington Post, 2011/09/14, La Collina, 2011/09/08
(34) Fonte: Washington Post, 2011/09/14
(35) Fonte: Financial Post, 2011/09/01, CNBC, 2011/08/08
(36) Un numero crescente di domande sorge sulla strana differenza tra il prezzo del greggio negli Stati Uniti e nel mercato di Londra. Anche il Financial Times ha aderito a questo partito. Ed il dito tende a puntare verso uno dei molti intermediari della Fed, che avrebbe mantenuto il prezzo di riferimento Usa artificialmente basso, per evitare un aumento del prezzo della benzina alla pompa. Le prossime settimane dovrebbero svelare ulteriori prove su questa storia intrigante, ma indicativa del clima di sospetto nei confronti delle istituzioni federali, che sono ora sotto controllo negli Stati Uniti. Fonte: Le Monde, 2011/09/06
(37) Fonte: Zerohedge, 2011/09/02
(38) Fonte: Zerohedge, 2011/08/08
(39) Fonti: USAToday, 2011/09/09
(40) Per inciso, questo sarà uno dei temi affrontati nel corso della conferenza «Quali relazioni transatlantiche dopo la crisi globale?» che si terrà a Houston il 3 e 4 ottobre prossimo con, soprattutto, il coinvolgimento di due leaders di LEAP/E2020, Franck Biancheri e Harald Greib

venerdì 16 settembre 2011

Il Gatto e la Volpe ... due gentlemen!



In uno dei miei primi Post di questo Blog riportavo:

" - Eccoci giunti - disse la Volpe al burattino - Ora chinati giù a terra, scava con le mani una piccola buca nel campo e mettici dentro le monete d'oro.
Pinocchio ubbidì. Scavò la buca, ci pose le quattro monete d'oro che gli erano riimaste: e dopo ricoprì la buca con un po' di terra. "
...

" - C'è altro da fare?
- nient'altro - rispose la Volpe. - Ora possiamo andar via. Tu poi ritorna qui fra una ventina di minuti e troverai l'arboscello già spuntato dal suolo e coi rami tutti carichi di monete. "


Ora leggo che tutti brindano, tutti hano trovato la soluzione ed era la più semplice, da sempre a portata di mano...(STAMPARE) DOLLARI A GO GO A CHI LI VUOLE.....DA PARTE DEL SISTEMA DELLE BANCHE CENTRALI...

Forse bisognerà riscrivere la favola di Pinocchio, almeno in questa parte nel "Campo dei Miracoli" ove il Gatto e la Volpe faranno trovare a Pinocchio una montagna di monete d'oro! E tutti vissero felici e contenti, così facendo la favola poteva chiudersi qui.

Rimanete loggati...Pinocchio nel frattempo si è fatto furbo e vi svelerà l'arcano!

A presto.

Come sempre, Tra Verità e Menzogna...restate "Ad occhi Aperti!"

Il vostro

Pinocchio & Giò

mercoledì 7 settembre 2011

Qualunquemente ...Reset!

Carissimi lettori di Tra Verità e Menzogna, alcuni amici mi hanno sollecitato un parere sull'attuale Manovra Finanziaria, stasera passata al Senato con voto di fiducia ( l'uso del termine "fiducia" a questo punto diventa improprio anche per la lingua italiana e deve essere rivisto nel nostro amato vocabolario il " Devoto".).

La mia risposta è tutta racchiusa in questa frase... Facciamo prima se " buttiamo via la chiave!"

Forse un giorno capirete, ma quel giorno sarà troppo tardi : Qualunquemente...RESET!

Buona visone.

Come sempre Tra Verità e Menzogna ...restate "Ad occhi aperti!"

Il vostro amico
Pinocchio & Giò
________________